CRISI ED ECONOMIA, QUELLO CHE I MINISTRI NON DICONO

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Pubblicato su Alganews il 17 ottobre 2013

Di Francesca Lagatta

La crisi c’è e fa paura. Ma i soldi l’Italia ce li ha. Ci sono dati e notizie reali che, combinati tra loro, fanno davvero riflettere. E, inevitabilmente, ancor prima delle risposte, cambiano le domande. Questa crisi è stata creata ad arte? È manovrata? Se sì, da chi? E perché?

Andiamo per ordine.

Le auto blu in Italia sono ufficialmente 62mila. Esse sono da considerarsi il più grande spreco del Paese se teniamo conto che lo stipendio percepito dai politici permetterebbe loro di acquistare un’auto costosa anche di tasca propria. Si parla di diminuirne il numero, ce lo dicono per mesi, ma poi si scopre che invece ne sono state ordinate altre. Per verificare la notizia basta osservare il numero di targa.

Ancora, le elezioni politiche costano allo Stato quasi quattrocento milioni di euro, l’acquisto degli aerei F35 ne sono costati diciannove miliardi, mentre le pensioni d’oro, elargite a quasi centomila paperoni di casa nostra, di miliardi ne costano tredici all’anno. Se poi volessimo fare la stima degli stipendi parlamentari e dei rimborsi ai partiti, avremmo bisogno di un buon matematico.

«Lo Stato non ha più fondi», ci siamo sentiti ripetere per anni, così Monti decide per la manovra di sangue con l’introduzione dell’Imu al fine di rimpinguare le casse dello Stato, nelle quali entreranno quattro miliardi di euro. Ma quella cifra è la stessa che lo Stato userà per salvare il Monti Paschi di Siena.

Scoppia lo scandalo della mega truffa allo Stato delle slot-machine. Il mancato introito è di 98 miliardi. Le società concessionarie sono accusate di non aver versato le imposte, ma soprattutto di non aver mai pagato le sanzioni amministrative. Dalle indagini risulta che tali macchine da gioco non erano collegata alla linea Sogei, società incaricata di monitorare le giocate. Pare che ci sia lo zampino della mafia. Anziché procedere come si fa per un comune cittadino, ci si accorda sulla truffa e anziché pretendere la mora sull’evasione, lo Stato accetta il pagamento di una cifra nettamente inferiore al dovuto. Perché? Non si sa, ma intanto in Parlamento si continua a varare leggi e riforme cercando disperatamente fondi dai quali attingere. Così si inventano i tagli alla sanità, alla scuola pubblica, alle pensioni, agli stipendi. Nelle caserme si dosano addirittura i quantitativi di benzina.

Ma c’è una cosa che nessun parlamentare nomina mai, a cui nessuno di loro fa riferimento, che pur essendo sotto i nostri occhi pare non suscitare mai la curiosità dei cittadini: gli introiti di sigarette, gratta&vinci e le stesse slot-machine. Sono miliardi, tanti. Ma per cosa vengono usati? E, soprattutto, a quanto ammontano? Difficile rispondere a questa domanda in modo preciso, ma possiamo approssimativamente fare una stima veloce che quanto meno renda l’idea.

In Italia i fumatori sono oltre dieci milioni. Tenendo conto che un pacchetto di sigarette costa intorno ai cinque euro e che oltre la metà del prezzo va all’Erario, considerando la media di un pacchetto giornaliero a testa, sono oltre dieci miliardi di euro l’anno.

I guadagni dei biglietti a premi e delle macchine mangia-soldi sono mai stati resi noti, ma di sicuro non è il giocatore quello che vince di più. Anche qui sono parecchi miliardi.

E come si spiega una cospicuo ma controverso numero di multimilionari, uno dei più alti in Europa, nel Paese sopraffatto da tanta povertà?

Il vero problema dell’Italia non è, dunque, la mancanza di ricchezza, ma la sua cattiva distribuzione. Tanta, tantissima, nelle mani di pochi e sempre gli stessi. Ma questo, non ve lo dirà nessun Ministro.