LAURIA (PZ): LA TERRA TREMA, L’INDIFFERENZA RESTA BEN SALDA

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Pubblicato su Alganews il 10 ottobre 2013

Di Francesca Lagatta

Lauria (PZ), 08 ottobre 2013. Sono circa le 12:30 quando un forte boato scuote le case e gli animi della cittadina che diede i natali al santo Domenico Lentini. Dura poco, qualche secondo ma ciò che si sente è simile allo scoppio di una bombola di gas, dicono i testimoni, ma nei paesi limitrofi sono davvero in pochi ad avvertire il fenomeno. I laurioti giurano che la scossa è stata così violenta da far spostare e cadere quadri e soprammobili, tanto che la magnitudo registrata di 2.7, pare essere decisamente inferiore alla reale intensità di ciò che si è avvertito. Inoltre, i testimoni raccontano di non aver percepito nessun movimento sussultorio o ondulatorio, ma piuttosto una strana sensazione di sprofondare. I giornalisti liquidano la notizia come una normale scossa di terremoto, ma qualcosa non torna. L’epicentro, registrato a pochi chilometri sotto terra, si trova in una zona poco distante da Lauria, eppure lì la scossa si è avvertita appena.

Decidiamo di interpellare un geologo della zona, il quale non fa altro che alimentare i nostri dubbi. Pare, infatti, che quella scossa non abbia propagato nessuna onda sotterranea. Quasi impossibile per un evento sismico, e che comunque se di scosse telluriche si è trattato, non ha nulla a che fare con lo sciame che negli ultimi tempi è tornato prepotentemente a scuotere gran parte del Pollino.

I nostri dubbi sembrano essere fondati quando qualcuno ipotizza, invece, che si è trattato di una frana, anche per via dei violenti acquazzoni che vi si sono abbattuti nei giorni scorsi. Questa versione mi pare di gran lunga più plausibile. E non c’è niente da stupirsi.

Lauria è da sempre considerata una zona altamente franosa. Lo sanno bene il Comune che spesso deve compiere lavori di ristrutturazione in alcuni tratti stradali dove la calamità, di tanto in tanto, torna a far danni, e le imprese edili della zona, costretti a gravi limitazioni in ambito di costruzioni, proprio in virtù del fenomeno inarrestabile.

Dunque, cos’è successo davvero? I cittadini hanno il diritto di essere informati, mentre le istituzioni hanno il dovere di ricercare la verità e di tutelare l’incolumità della popolazione. Che l’evento fosse piuttosto ambiguo, lo si era capito dal primo istante. Allora perché non se parla? Aspetteremo anche questa volta, l’ennesima, che qualcuno si faccia male per correre ai ripari?