BABY PROSTITUTE, IL DRAMMA DI UN’ADOLESCENZA SPEZZATA

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Pubblicato su Alganews il 7 novembre 2013

di Francesca Lagatta

Due ragazzine, di 14 e 15 anni, si prostituiscono per mesi, vogliono comprare cose griffate, sniffare coca. Gli uomini dell’Arma se ne accorgono, le intercettano e loro confessano. La vicenda diviene di dominio pubblico e scoppia la bufera. Le critiche piovono a dirotto, i luoghi comuni fanno da padrone e i pregiudizi si sprecano. Bando alle ciance, qua c’è poco da sentenziare.

Intraprendono quasi per gioco la via della prostituzione, sono spesso ubriache, racconta chi le conosce, e sono cambiate, hanno un atteggiamento molto più aggressivo. Una madre che incita l’attività illecita della figlia, l’altra sospettosa ma imprudente, accetta di buon grado quei soldi che la figlia si ritrova tra le mani inspiegabilmente. Un dramma familiare e personale che scuote le coscienze e le menti di un’intera nazione. Ma non cominciamo con la solita tiritera della società malata; non tutte le ragazzine a quell’età si prostituiscono o si drogano. C’è persino chi non lo farà mai in tutta la sua vita. Stupitevi pure.

Ma allora cosa si cela dietro questo dramma adolescenziale? Sono belle, bellissime, queste due bimbe che si atteggiano a donne, tanto che le foto ammiccanti che postano sui social network riscuotono una miriade di consensi. Tra questi ci sono anche quelli degli orchi che le adescano e offrono soldi, tanti, troppi per quell’età, per non indurle a pensare di poter comprare tutti i loro sogni. In uno degli incontri conoscono Mirko, che diventerà, insieme ad un’altra persona, il loro protettore. Non solo: l’autista e il militare procacceranno appuntamenti anche tutti i giorni, anche più di uno, dove le due lolite si recheranno puntualmente dopo la scuola.

Quei soldi, però, di sogni non ne comprano. Sono utili, invece, a comprare ogni genere di cose, borse, abiti sempre più succinti fino ad indurle ad un stato di onnipotenza e delirio. Delirio vero e proprio, che trova le sue ragioni nell’uso di cocaina che le due giovani avevano cominciato a fare. Alcuni clienti pare le abbiano pagate esclusivamente con dosi di polvere bianca.

Ma chi erano questi clienti? Disagiati, malati, folli? Niente affatto, tutti volti della Roma bene. Per i conti in banca, forse, ma non per umanità. Professionisti agli occhi degli altri, fino a quando, smessi giacche e cravatte, affondavano le proprie perversioni e devianze nel corpo di una ragazzina poco più che bambina. Uno di loro, addirittura, filma l’atto sessuale di nascosto e minaccia di divulgarlo, a meno che una delle due sia disposta a pagare 1500 euro. Fino a quando una delle due mamme, sempre più insospettita, assolda un investigatore privato e scopre tutto, l’altra mamma viene tratta in arresto. Ed ora le due ragazzine collaborano con la giustizia per ricostruire l’intera vicenda.

L’augurio è che, dopo questa triste episodio, il passare del tempo riesca ad insegnare loro non più il prezzo, ma il valore delle cose, restituendo la possibilità di vivere una vita normale e spensierata come imporrebbe la loro giovane età.