DISAVVENTURA NELL'EX OSPEDALE, ARRIVANO I GIORNALISTI E IL M5S

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Brutta disavventura stamane per alcuni dirigenti della Casa della Salute di Praia a Mare (Cs). In una normalissima giornata di lavoro si sono visti entrare nell’ex nosocomio niente meno che dei giornalisti, addirittura con le telecamere accese. Fin qui, poteva anche risolversi con una pacca sulla spalla e una stretta di mano se l’oggetto da riprendere fosse stata una delle sfilate politiche come quelle viste nei mesi scorsi. Ma, purtroppo (per loro), a tendere quest’agguato alla sanità stavolta c’erano la deputata Dalila Nesci, M5S, e il giornalista e blogger de Il Fatto Quotidiano Emiliano Morrone, che insistevano per voler visitare la struttura e capire come e cosa funzionasse.

Alla caparbietà dei presenti, convinti che non stessero facendo niente di male, i poveri malcapitati dipendenti Asp sono stati costretti a minacciare l’intervento dei Carabinieri. Che comunque non sono intervenuti, forse perché avevano qualche delinquente, di quelli veri, a cui badare.

Nonché, i suddetti dirigenti hanno provato comunque ad appellarsi alle autorizzazioni. I giornalisti che erano sul posto, però, ne erano completamente sprovvisti, poiché quando erano venuti in visita Franco Laratta, Carlo Guccione o Mario Oliverio, ad esempio, nessuno gliene aveva chieste. E questo è un fatto strano, però mi preme ricordare che quando Oliverio venne ad inaugurare il mammografo c’era anche il Vescovo, quindi può darsi che lì ci fu l’intercessione celeste.

Ad ogni i modo, quegli impertinenti di giornalisti alla fine si sono convinti e si sono messi a fare le interviste nel piazzale antistante l’ingresso, e lì abbiamo capito che se l’avessero fatto dentro probabilmente sarebbero cadute anche la mura. E quindi a questo punto le cose cambierebbero, perché quello dei dirigenti potrebbe essere stato un tentativo di difesa e non di censura.

A Scopelliti, Oliverio e Scura, la Nesci ne ha dette di tutti i colori, ipotizzando addirittura una cattiva gestione della sanità. Roba da non credere. Una vera e propria offesa per i tre, visto che  Scopelliti si vanta di aver risanato i conti (chiudendo poco meno la metà degli ospedali non era poi tanto difficile), Oliverio che li risanerà lui (ma non gli fanno aprire bocca) e Scura che invece ha studiato per settimane un nuovo e geniale piano di riorganizzazione ospedaliera che in pratica è uguale a quello del predecessore reggino, fatto salvo per alcuni posti letto all’ospedale di Melito Porto Salvo e nuove nomine dirigenziali di cui si sentiva l’impellente necessità.

Nel piano geniale di cui sopra, è ancora ferma la decisione di tenere chiusi gli ospedali di confine di Trebisacce e Praia a Mare, appunto, sul quale grava da ormai un anno una sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato gli atti della riconversione. Ma questi poi sono dettagli e uno non deve fare come Don Abbondio che ad ogni pietra inciampa. Un po’ di comprensione.

Comunque, tutto è bene ciò che finisce bene, e dopo aver risposto a tutte le domande, la Nesci e Morrone si sono allontanati, fortunatamente senza arrecare altri danni, sull’auto blu, anzi no, celeste, per la precisione un’utilitaria.

I dirigenti hanno potuto quindi tirare un sospiro di sollievo.