CITTADINO CONTRO EQUITALIA, ATTILIO BEFERA LO QUERELA

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Provocatore e  testardo. Sono questi i due aggettivi che più si addicono a Mauro Merlino, noto personaggio del web che, ormai da anni, prova a stupire il pubblico con “effetti  speciali” pur di smuovere le coscienze dormienti. E dopo i video con messaggi indirizzati ai politici di casa nostra, i flash mob davanti al Parlamento e l’annuncio shock di mettere in vendita un rene per pagare le tasse, stavolta il giovane, nato e cresciuto a Fiorano Modenese, si trova a condurre una battaglia in doppia veste di ‘cernefice’ e vittima.

Il prossimo 28 settembre dovrà infatti comparire davanti al giudice perché niente meno che Attilio Befera in persona, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, lo ha citato ai danni per diffamazione dopo che, in una delle sue contestazioni pubbliche, il focoso internauto accusò Equitalia, di cui l’Agenzia delle Entrate detiene il 51%, di essere responsabile di tanti dei suicidi che si verificano oggi in Italia. E poco importa se Mauro Merlino facesse preciso riferimento a quei tanti padri di famiglia che, prima di togliersi la vita, hanno lasciato lettere in cui hanno spiegato di essere soppiantati dai debiti e dalle cartelle esattoriali inviate dall’Ente istituito grazie a una riforma deliberata durante il III Governo Berlusconi, nel 2005. Il ricco banchiere, rimasto sei anni a dirigere l’ente statale, pare tutt’altro che intenzionato a ritirare la querela.

Ma, “la voce degli inascoltati”, così l’ha ribattezzato la rete, sposato e padre di un bimbo di sei anni, anziché lasciarsi abbattere dallo spiacevole episodio, ha innescato un vero e proprio tam tam mediatico, con il quale, non solo sta tentando di rendere nota la sua storia, ma ha inasprito la sua personale battaglia contro il gigante Equitalia, a cui le stime accreditano 1 miliardo di euro all’anno circa di ricavi, ergendosi a paladino dei disoccupati e dei disperati. Tanti nel nostro Paese.

Difficile a questo punto sperare che il Merlo, come dice lui, si eclissi quando dovrà comparire in Tribunale. Nel frattempo si prepara psicologicamente allenando anche il corpo: calzoncini corti e zaino in spalla, in questi giorni sta tentando la scalata di ben altre vette, per il momento.

E a gli chiede se ha paura, risponde senza pensarci: «Assolutamente no. Credo fermamente della Giustizia italiana».