Il dottor Vincenzo Cesareo: “Su precari Asp gogna mediatica”

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Il dott. Vincenzo Cesareo: “Su precari Asp gogna mediatica”

Pubblicato su Notia

Il dott. Vincenzo Cesareo, direttore dello Spoke Cetraro-Paola, scrive una nota pubblica per difendere le assunzioni dei 133 precari Asp, dopo i titoli apparsi ieri sulla stampa, secondo i quali il Tavolo Massicci ne avrebbe dichiarato l’illegittimità. Un modo subdolo, fa sapere il dirigente sanitario, per spostare l’attenzione da ben altre notizie.

Questa la nota integrale, che porta la data del 5 maggio 2015, giunta in redazione:

“Tutta la stampa, con grande enfasi, ha riportato oggi, ancora una volta dimostrando una sorta di accanimento, la storia delle cosiddette assunzioni di 133 persone da parte dell’assessorato regionale al lavoro (precisamente dal dipartimento 10). Nessuno si è preoccupato, però, di evidenziare che tale avviamento al lavoro non incide, allo stato, sulle casse regionali, bensì trattasi di progetto con fondi europei e che, molto eventualmente, alla fine del 2016 dovrebbero essere stabilizzati. Non si capisce effettivamente su quale centro di costo, pare dell’ente che li utilizza per due anni.

Mi preme esternare che, all’ufficio dell’ASP che dirigo, ne sono stati assegnati n. 7 e che, grazie a queste persone sono state eliminate le lunghe file per il CUP ed il Ticket ed è stato possibile istituire il “Centro accoglienza” presso lo stabilimento ospedaliero di Cetraro che è unico nella Regione e che si sta provvedendo a realizzare, a costi irrisori, la digitalizzazione delle cartelle cliniche, per realizzare la quale sono state presentate all’ASP di Cosenza progetti milionari.

Per quanto sopra, non riesco a comprendere cosa abbiano a che vedere con questa questione l’ex Tavolo Massicci e il Commissario straordinario per il piano di rientro dal debito sanitario della Regione Calabria. Da questi mi sarei aspettato interventi seri ed inequivocabili a riguardo dei bilanci “truccati” dell’ASP di Cosenza, della gestione nefanda e clientelare che ha procurato danni erariali enormi, attraverso nomine di Direttori di UOC senza concorsi ed in barba, questo, sì, al piano di rientro, alla nomina di Direttori di distretto sine titulo, alle fatture che vengono liquidate dopo oltre due anni, alle transazioni milionarie con consistente circolo di denaro all’estero, alla inosservanza dello spending review, della mancato rispetto dei LEA, della disorganizzazione totale della emergenza/urgenza etc. etc. E su queste cose mi sarei aspettato la giusta enfasi della stampa che, pur avendo trattato questi argomenti, lo ha fatto a volte con distacco, quasi ossequiosa anche nei confronti di quella magistratura che sarebbe dovuta intervenire con immediatezza, stroncando la possibilità del dilagare della corruzione. Ma evidentemente i 133 sono poveri cristi che non fanno comodo più a nessuno, sono deboli e, pertanto, aggredibili. Spieghi, ad esempio, Pezzi come mai ha notificato la decadenza a Scarpelli da direttore generale “solo” al termine della campagna elettorale regionale pur avendo, il provvedimento, efficacia dal giugno 2014.

Si ponga il problema soprattutto l’ex Tavolo Massicci che pur ha ricevuto relazioni in tal senso e non risulta abbia mai preso provvedimenti. Li prenda la magistratura i provvedimenti ed, in ultimo, Scura ed Oliverio. Il problema dei 133 è un falso problema forse utilizzato per distogliere l’attenzione dalle cose importanti che vedono implicate persone forti o ritenute tali”.