MATTARELLA APPROVA L'ITALICUM, SCANDALOSA LEGGE ELETTORALE

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Soglia di sbarramento, premio di maggioranza, secondo turno di votazioni e quote rosa sono le principali novità della nuova e discutibile legge elettorale, ribattezza Italicum da Matteo Renzi. Se n’è sentito parlare per mesi e soprattutto adesso che è stata approvata, dopo continui mutamenti, la nuova legge elettorale preoccupa pesantemente per la penalizzazione dei piccoli schieramenti politici e il forte potere garantito ai grandi partiti, i quali potranno governare in solitaria per almeno 5 anni. Una riforma elettorale che, esattamente come avveniva durante le monarchie o nei regimi dittatoriali, pare lasciare pieno potere nelle mani di uno soltanto o comunque di pochi. E sempre gli stessi. Non solo, questa riforma altera, con il premio di maggioranza, le decisioni del popolo, suscitando forti dubbi sulla legittimità costituzionale della stessa. Ma che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha approvato comunque, pochi  minuti fa.

Soglia di sbarramento. La nuova legge elettorale non prevede più la possibilità di coalizioni e quindi fissa la soglia di sbarramento al 3%, su scala nazionale e a ripartizione proporzionale. Più facile l’entrata in parlamento per partiti come Lega Nord e Ncd, impossibile, invece, per i rappresentanti dei piccoli schieramenti.

Il premio di maggioranza. Testualmente da Wikipedia: “In alcuni sistemi elettorali proporzionali, il premio di maggioranza indica l’incremento del numero di seggi spettanti alla lista o alla coalizione elettorale vincente rispetto a quelli che le sarebbero attribuiti tenendo conto della sola proporzione dei voti ottenuti. La previsione di un premio di maggioranza altera la volontà espressa dagli elettori con il voto allo scopo di accrescere la governabilità del sistema politico”. In altre parole il premio di maggioranza parole non è che un forte potere decisionale concesso al partito più votato, il quale dovrebbe di conseguenza garantire incondizionatamente la fiducia al Governo, al di là delle reali preferenze espresse dal popolo. Il Parlamento, quindi, perderebbe la sua utilità di controllo sul Governo in quanti rappresentanti degli altri partiti risulterebbero numericamente inferiori rispetto alla maggioranza, anche per via dell’attuazione della riforma del Senato, al sua secondo passaggio, che ridurrà i suoi rappresentanti dai 315 attuali a 100, ai quali comunque non sarà più consentito decidere sulla fiducia al governo in carica.

Il premio di maggioranza verrà assegnato al partito che supererà la soglia del 40% di preferenze (prima fermo al 35%, poi 37%), o che, nel caso in cui nessun partito raggiunga tale soglia, risulterà vincitore al secondo turno di votazioni, che vedrà al ballottaggio le due liste più votate. Alla lista vincente andranno 340 seggi su 617, con la possibilità, dunque, di ottenere in Parlamento 340 deputati, il 54% dei parlamentari. Il Presidente del Consiglio in carica non solo non rischierà mai la crisi di governo e quindi di andare a casa, ma si farà le leggi e se le approverà da solo.

Ma come faranno i grandi partiti a raggiungere un così alto numero di rappresentanti in Parlamento? Ampliando il numero dei collegi elettorali (ciascuna delle parti in cui è suddiviso il territorio di uno Stato o altro ente territoriale per l’elezione di un organo collegiale) e abolendo la procedura delle liste bloccate. Queste ultime prevedevano, precedentemente, l’elezione dei candidati in base alla posizione occupata nelle liste, mentre adesso, con l’Italicum, è “bloccata” solo l’elezione dei capolista, i quali, tra l’altro, possono comparire, solo loro, in un massimo di 10 collegi elettorali. Ciò significa che nei partiti più piccoli, col nuovo sistema proporzionale dei collegi da 600mila circa abitanti ciascuno, verranno eletti con molta probabilità solo i capolista, a differenza dei partiti più forti che potranno invece contare su un cospicuo numero di preferenze.

Nessuna novità invece per la valle D’Aosta e il Trentino Alto Adige. Come nella precedente, anche per questa nuova legge elettorale sono chiamati fuori dal sistema proporzionale, mantenendo il sistema di assegnazione che prevede 9 collegi uninominali.

Novità, probabilmente inutile, invece, sul fronte delle quote rosa. L’elettore, che potrà esprimere due preferenze, dovrà necessariamente esprimerle per due sessi diversi, un uomo e una donna, pena l’annullamento della seconda preferenza. Il che, dunque, non solo non garantisce affatto la parità dei sessi in Parlamento, ma non garantisce nulla dal punto di vista della democrazia.

Unica nota positiva: potranno votare anche gli italiani che si trovano all’estero momentaneamente per motivi si studio, lavoro o salute.

La legge, approvata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pochi minuti fa, entrerà in vigore a partire dal 16 luglio 2016. E a quel punto il Patto del Nazareno, l’accordo siglato il 18 gennaio 2014 tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi nella sede romana del PD, si potrà dire compiuto.