LA MALA INFORMACIÒN. E QUELLA STAMPA AL SERVIZIO DEL POTERE

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di Francesca Lagatta

Non è una questione partitica. Chi vi parla non è iscritta a nessun partito ed è piuttosto critica verso il mondo politico, tutto. Grillo in primis. Ma è doveroso far chiarezza su quanto sta avvenendo in queste ore, non fosse che la mala informazione uccide tanto quanto una cattiva prevenzione.

La mia non vuole essere una difesa al M5S, ma una difesa dei cittadini, le cui menti molto spesso sono manipolate dai media. Al servizio di questo o quell’altro potente. Tanti potenti, più di quanti possiate immaginare.

Per capire cosa è successo dobbiamo partire dalle parole ‘incriminate’ del leader pentastellato:

GUARDA IL VIDEO DELLE DICHIARAZIONI DI GRILLO DURANTE LA MARCIA AD ASSISI

Non ha mai pronunciato frasi in cui dice di non fare mammografie, ma chiede invece trasparenza sul sistema sanitario, sulle case farmaceutiche, sugli accordi sottobanco della sanità, sugli sprechi, su un eccesso di prevenzione ritenuto inutile, non da Grillo, ma dai dati scientifici documentati e documentabili che attestano che certi esami di screening hanno un costo/benenficio sospetto.

Perché la mammografia è un esame di screening e non di prevenzione. Lo screening è un esame che diagnostica una malattia già in corso. Per capirci, la mammografia non previene il tumore al seno. Anzi, li provoca in taluni casi, per via delle forti radiazioni di raggi X. Questo è un dato di fatto. Un altro dato di fatto è che per prenotare una mammografia in un ospedale pubblico, che è gratis, occorrono mesi, mentre in una clinica privata necessitano pochi giorni. Chiaro, pagando: 100 euro e anche più.

Le mammografie hanno un 10-20% di falsi positivi (che tradotto in numeri sono veramente troppi): a molte donne viene diagnosticato un tumore che nella realtà non esiste. Non sono storie di fantascienza, è successo per ben due volte anche ad alcuni miei familiari. E queste donne sono poi costretta a ripetere l’esame per la seconda volta e a subire ancora reggi X, quando invece i medici raccomandano l’esposizione ogni due anni per ridurre i rischi ed è fortemente sconsigliata alle donne in gravidanza. Mentre non è chiara la percentuale dei tumori già esistenti che l’occhio del radiologo non può scorgere. Detto questo, nessuno suggerisce di non fare le mammografie, è un esame comunque importante che dalla sua ha l’importanza di scovare i tumori allo stadio iniziale e di consentire le cure necessarie, come è necessario informarsi su ciò che ci propinano media e imbonitori.

Che piaccia o no la sanità è un enorme business e le privatizzazioni a scapito della sanità pubblica dovrebbe essere un esempio lampante. Dovete sapere che negli ultimi anni le aziende farmaceutiche spendono più in marketing che in investimenti sul farmaco. Negli ultimi dieci anni solo il 2,5% è una nuova scoperta, mentre tutti gli altri hanno comunque aumentato il loro costo fino al 600%. Esattamente come si afferma nel video. E se fossi nella magistratura andrei anche a controllare le affermazioni che riguardano il luminare Umberto Veronesi prima di insorgere. Magari scopre che Beppe Grillo ha ragione. Ma per voi i cattivi sono quelli che le cose le dicono e non quelli vi usano come cavie per i loro sporchi affari. Come alcune case farmaceutiche, come alcuni politici, come certa stampa.

Le dichiarazioni che hanno suscitato il polverone mediatico, in realtà, erano già state fatte 24 ore prima e mandate in onda sull’emittente La7, durante la trasmissione “Bersaglio Mobile”, ma qualcuno ha pensato bene di tirarle fuori il giorno dopo, subito dopo la marcia grillina, cosicché si potesse oscurare la straordinarietà di una delle più grandi manifestazioni popolari del dopoguerra: erano in 50mila a chiedere il reddito di cittadinanza. Perché il governo il reddito di cittadinanza non ce lo vuole dare. Devono comprare gli F35, continuare a dare i vitalizi ai condannati e pagare 13 miliardi all’anno di pensioni d’oro. Non vuole neppure che il M5S continui a risalire nei sondaggi come da tre mesi a questa parte, perché il M5S è quel partito che urla la parola “onestà” in Parlamento e per questo viene espulso.

A dimostrazione di una parte di stampa asservita al potere, chissà quale, c’è lo sdegno dello stesso Enrico Mentana, direttore di Tg La7 che, riproponendo il servizio nel quale Grillo denuncia le malefatte nella sanità, evidenzia come le parole vengano poi  distorte dalla stampa e ripescate a “scoppio ritardato”. Infine aggiunge: «Giudicate  voi». Ecco il video delle dichiarazioni.