Da NOTIA / Praia a Mare (CS): Arresto di Padre Dino. Lagatta lancia la notizia ed è subito scontro

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Da Notia (leggi l’articolo originale), 27 maggio 2015

Di Leonardo Lasala

L’arresto di un uomo di Chiesa suscita sempre sensazioni forti.  Per chi fa comunicazione la difficoltà più grande è sempre quella di separare l’uomo dall’Istituzione, attendendosi a ciò che sono i fatti ed alle potenziali fonti disponibili.  L’arresto qualche giorno fa, in una indagine tutta da chiarire, dell’ex parroco di Praia a Mare, ha scatenato sul web un contraddittorio molto deciso.

la gatta francescaFrancesca Lagatta, blogger e prossima pubblicista , già conosciuta da addetti ai lavori e pubblico per le sue iniziative a favore della comunità (Ospedale di Praia a Mare, inchieste sulla ndrangheta) è stata tra le prime a lanciare la notizia, raccogliendo “voci” sul territorio, come correttamente il mestiere di cronista impone.  Un comunicatore non è un giudice: esprime valutazioni, condivisibili o meno, sulla base di ciò che ha a disposizione.  Non a caso esiste la possibilità di correggere eventuali errori o valutazioni non corrette, con pronta smentita.

Ma la rabbia e l’indignazione che tutti si sarebbero attesi per ciò che è emerso ad oggi dalle pagine dei giornali, sembra invece si sia ingiustamente riversato nei confronti di Lagatta,  attaccata in modo personale su alcuni social network ed in maniera alquanto pretestuosa. Colpa della blogger/cronista sarebbe quella di aver raccolto voci e di raccontare i fatti emersi sul territorio.   Ma in un piccolo centro non è forse perdonato a chi fa comunicazione la volontà di raccontare ciò che il giorno dopo diviene “testimonianza” anche su trasmissioni televisive.

E’ giusto chiedersi a questo punto: perchè tanto livore ed acredine nei confronti di chi difende il territorio ? Perchè accanirsi sul chi con nome e cognome, esperienza personale ed impegno dedica le proprie attenzioni a fatti ed accadimenti che se correttamente osservati consentono alla comunità di fare un passo avanti ? Un cronista non è nè un giudice nè un boia. Non emette sentenza ed è lontano dall’esprimere condanne sociali.  Tacere tuttavia laddove esistano testimonianze rappresenta potenzialmente favoreggiamento (in caso di reati). L’auspicio di tutti è che la storia di Padre Dino si risolva e che tutti gli orrori letti sui giornali siano errori degli inquirenti.  Ma se così non fosse…ferma e dura deve essere la condanna di una comunità che può conoscere i fatti solo se qualcuno come Francesca Lagatta si prende la briga di affrontare l’arena pubblica in nome della verità.

E’ bene dunque che tutti si faccia un passo avanti nei confronti della comunicazione, distinguendo le fantastorie (storicamente le più ascoltate, lette e non contraddette) dall’attività di cronaca, supportata da elementi tecnici, fatti e testimonianze.  Nessuno tocchi Padre Dino. La legge è sacra e occorrono tre gradi di giudizio perchè sia definitiva.  Ma ben prima dell’iter giuridico qualcuno chieda scusa a Lagatta e attraverso Lei a tutti coloro che quotidianamente non fanno altro che informare il territorio.