TORTORA, LAMBOGLIA ANCORA SINDACO. MA CHI È IL VINCITORE?

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TORTORA, LAMBOGLIA ANCORA SINDACO. MA CHI È IL VINCITORE?

IMPEGNO COMUNE VINCE CON IL 52,40% DEI VOTI

Pasquale Lamboglia sarà ancora sindaco della città di Tortora (Cs). Si aggiudica per la seconda volta di seguito le elezioni amministrative strappando, con la lista Impegno Comune, 2102 voti e il 52,40%. L’altra lista, guidata da Raffale Papa, ottiene un 47,59% e 1909 voti. Esattamente come 5 anni fa, le due liste concorrenti, capeggiate dai medesimi aspiranti sindaci, sono separate da uno scarto di voti risicato, anche se questa volta sono qualcuna in  più di 7 le preferenze che, come accadde nella scorsa tornata elettorale, decretarono vittorie e sconfitte.

E dunque, chi ha veramente vinto? Forse nessuno, e altrettanto verosimilmente nessuno ha perso. Perché c’è un paese frazionato in due, una metà che ha votato la gratitudine per l’amministrazione degli ultimi anni mentre un’altra metà voleva cambiare, affidando la gestione comunale a chi pe11210402_10205369872183992_1077971149689885070_nr 5 anni non ha mai smesso di lottare, nonostante tutto. Solo che i numeri sono beffardi e il posto è soltanto uno, per cui, buoni propositi a parte, sulla poltrona di sindaco siederà ancora Pasquale Lamboglia.

Ad affiancare l’ingegnere tortorese di area forzista, anche se ha concorso per le comunali con lista civica,  saranno Anna Fondacaro (540), Annamaria Olivo (504), Biagio Praino (365), Filippo Matellicani (320), Franco Chiappetta (261), Emanuela Imperio (238), Sergio Tranchino (234) e Generoso Dulcetti (208)*. Mentre il commercialista della lista n°1 porta con sé in minoranza un sorprendente Antonio Iorio, detto Tony, (588), Anna Pia Cerbino (432) e una giovanissima Dorisia Grimaldi, vincitrice morale di queste elezioni, volto nuovo, persona perbene, ben voluta, mai sopra le righe, alla sua prima esperienza politica locale, che, non ancora trentenne, si mette addosso il fardello e le responsabilità a cui relegano 451 preferenze*. Una valanga di voti.

Hanno perso sicuramente i cittadini, alcuni, quelli per cui la sfida elettorale era diventata una questione personale sbandierata senza ritegno nei social network o nei bar di paese. Le solite chiacchiere distruttive che di politica ne contengono ben poca. Una faida vergognosa e subdola che ha fatto storcere il naso a molti e vergognare, sotto sotto, anche i propri beniamini. Offese, ingiurie, post diffamatori e persino velate minacce, si è visto e sentito di tutto negli ultimi due mesi di controversa campagna elettorale, anche se questo modo spicciolo di esprimere la propria opinione, per qualsiasi argomento, pare essere diventata una pratica piuttosto diffusa, tanto tra la gente comune, quanto tra chi vanta una riconosciuta professionalità. A Tortora, come a Praia a Mare.

E stamattina il silenzio dei ‘perdenti’ va a scontrarsi con risatine, frecciatine e battutine al vetriolo di chi pensa di aver vinto qualche premio, ignaro che amministrare un paese non è un gioco, una soddisfazione personale, un trofeo da mostrare, ma un’enorme responsabilità che grava sulle coscienze e sulle vite di chi ha scelto di rappresentare i suoi cittadini. Impeccabile, invece, la compostezza dei neo (ri)eletti, i quali, ora, grattacapi istituzionali a parte, dovranno prima di tutto far i conti con lo strascico di veleni e rancori di questa bagarre elettorale che qualcuno, in tempi non sospetti, aveva già definito inquietante.

*I dati dei risultati elettorali sono stati scaricati dal sito www.miocomune.it

(Fonte foto: tutte le foto presenti in questo articolo sono state scaricate dai profili facebook di Pasquale Lamboglia e Raffaele Papa).