ITALIA, È ALLARME IGNORANZA

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ITALIA, È ALLARME IGNORANZA

Chi non sa non può difendersi dalle manipolazioni

In Italia ogni tanto è il tempo degli allarmismi: quello dei terremoti, dei maremoti, dei temporali, delle ondate di caldo, di freddo e persino quello delle mezze stagioni, troppo lunghe, troppo corte o inesistenti. L’ultimo, in ordine temporale, è quello della scabbia. Quegli eretici degli immigrati portano la scabbia: è allarme nazionale. 

Nessuno, però, dice che in Italia l’unico vero allarme è l’ignoranza. Perché, a differenza della scabbia, chi non sa, chi non si informa, chi non sente la necessità della verità, diventa come una cellula maligna di un tumore in stadio avanzato, diventa il veicolo di attuazione di disegni massonico-politici fuori da ogni logica. Il dilagare del triste fenomeno dell’ignoranza fa sì che i siti satirici, molto in voga sul web, diventino il punto di riferimento d’informazione di un numero sempre più crescente di italiani, al punto che distinguere tra un titolo di Leggo da uno di Lercio diventa un’impresa assai ardua. 

Così, gli organi di stampa, i più, dediti allo scoop facile e alla manipolazioni, possono divulgare qualsiasi notizia fantascientifica, qualsiasi idiozia, qualsiasi teoria strampalata che diventa legge. Si dice, infatti, che una bugia continuamente ripetuta diventi verità. Soprattutto dove il campo è sgombero da qualsiasi nozione, il cervello diventa un sacco vuoto, un un buco nero da riempire con qualsiasi cosa. 

Succede allora che non è estate se Studio Aperto non dia la notizia del caldo che non si avvertiva da 100 anni, che tutti sapevano del terremoto dopo che si è verificato, che tutti gli aerei in cielo siano alleati della Cia, che il vulcano Marsili stia per esplodere con cadenza giornaliera da quando esiste facebook, che Renzi abbia abbassato le tasse, che l’Italia sia fuori dal tunnel,  che gli immigrati vivano belli e beati negli alberghi a cinque stelle senza far niente mentre pagati a 35 euro al giorno.

Già, loro, gli immigrati, il male italiano degli ultimi tempi, quelli che uccidono, che rubano, che vengono in Italia a passare le vacanze, quelli che scappano dalla guerra e trovano l’America qui, quelli che etichettiamo sempre con quella hitleriana aria di superiorità, noi italiani, i leader nei settori truffa, associazione a delinquere di stampo mafioso, per la quale siamo famosi in tutto il mondo, e pedofilia. Gli italiani, tutta brava gente. E queste brave persone adesso non solo sono costrette a sopportare che gli immigrati rubino loro i lavori che non vogliono più fare, ma devono pure correre il rischio della scabbia. Lo dice pure la stampa

La scabbia è l’ultima delle cose di cui dovrebbe preoccuparsi l’Italia di Renzi e compagni. Perché l’informazione dei finanziamenti pubblici non dice che il fenomeno dell’immigrazione è anche frutto di un sistema mafioso da far impallidire Al Capone?

E invece ora bisogna sbarrare le porte a chi scappa dalla guerra perché ci contagia con la scabbia. Come fosse l’aids. In realtà la patologia tanto temuta da Salvini e affini, altro non è che un prurito fastidioso che si cura anche semplicemente aumentando l’igiene personale o, nei casi più “gravi”, con delle semplicissime pomate acquistabili in farmacia. Non avviene il contagio per stretta di mano, ma solo con la stretta e prolungata vicinanza con il “malato”, non comporta la morte e le conseguenze sono pari a quelle che può avere chi non si lava con regolarità. Tanto per capirci, nelle scuole italiane anche lo scorso inverno era scoppiata una vera  e propria epidemia di pidocchi che ha coinvolto i bambini di quasi tutta Italia, nelle scuole pubbliche, anche quelle dove di immigrati non si vedeva neanche l’ombra, anche nelle scuole del nord, anche tra i figli dei leghisti. 

Eppure se lo dice la stampa voi ci credete. In questo modo siete diventati gli alleati di chi vuole diffondere il panico a proprio uso e consumo e l’odio razziale, siete gli alleati di chi si sta costruendo la campagna elettorale su una delle più grandi tragedie dell’umanità mai verificatesi.

Mi pare di aver già letto da qualche parte una storia simile, una storia di superiorità di razza, di ridicolo incitamento al patriottismo e di un numero imprecisato di persone che muore per colpa dell’ignoranza e della stupidità umana. E allora, forse, Umberto Eco tutti i torti non li ha.