CETRARO, PARROCO FESTEGGIA SINDACO: È POLEMICA

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CETRARO, PARROCO FESTEGGIA SINDACO: È POLEMICA

La denuncia dal profilo facebook dell’ex sindaco facente funzioni

Chiesa e politica. Un binomio indissolubile, inossidabile, un legame che si fa beffa di polemiche e divieti e torna, puntualmente, a generare una bufera. È successo ancora, è successo ancora in Calabria, nella terra degli inchini mafiosi e dei preti dei fuochi d’artificio ai boss, dove la cronaca degli ultimi tempi ci ha abituati ad una chiesa poco neutrale e sempre più parte attiva in faccende estranee alla religiosità, è successo ieri in quel di Cetraro, cittadina del litorale tirrenico cosentino, risollevata negli ultimi anni dall’attuale consigliere regionale, Giuseppe Aieta, la cui onestà ha rappresentato una sorta di battuta d’arresto per delinquenza e ‘ndrine locali. 

L’episodio lo racconta dal suo profilo facebook Ermanno Cennamo, ex sindaco facente funzioni, ora consigliere comunale di opposizione, con tanto di foto: “A seguito della Santa Messa – si legge in un cartello affisso dalla parrocchia -, la lista Nuovo patto per la città, ed in particolare i candidati della contrada, ringrazieranno tutti voi per il sostegno dimostrato alle ultime lezioni”. 

Una presa di posizione quella di don Ennio Stamile, coordinatore della Pastorale di Cetraro, che al leader di “Alleanza popolare di Cetraro” non è andata giù, soprattutto, si legge in un post pubblico, perché la festa della compagine capeggiata da angelo Aita si è tenuta sul Monte Serra, luogo particolarmente caro ai pellegrini cetraresi che, in rigoroso silenzio, vi si recano in preghiera.

Nemmeno il tempo di riprendersi dalla sbornia elettorale che già bisogna fare i conti con gli spietati titoli di giornale. La chiesa non deve prendere posizioni e deve rimanere neutrale, dice in sostanza Cennamo, anche se tanti sono pronti a giurare che il buon Stamile avrebbe accolto sul monte sacro qualsiasi delle quattro liste in gara. Una leggerezza da parte sua che è costata cara agli uomini di Aita, da 24 ore travolti dalle solite beghe che accompagnano e caratterizzano vittorie e sconfitte dei candidati. 

Nel frattempo che il parroco e i neoeletti rilascino la propria versione dei fatti, Ermanno Cennamo, raggiunto telefonicamente, ha spiegato: «Ho già detto quello che dovevo dire. Non è mia intenzione continuare a polemizzare».