DON ENNIO STAMILE SI DIFENDE: "PENSATE AI VERI PROBLEMI DI CETRARO"

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DON ENNIO STAMILE SI DIFENDE:

«Uno dei problemi di Cetraro è il voto non libero, come in tutta la regione»

«Cari esponenti del PD cetrarese, debbo riconoscere che il vostro comunicato non mi trova affatto sorpreso, neanche ora che avete finanche scomodato Papa Francesco. Quando non si hanno argomenti e soprattutto non si riesce a rispondere ad alcune puntuali obiezioni si preferisce tagliare corto ricorrendo alle citazioni gratuite e strumentali, anche quelle che nei commenti vengono estrapolate dal Vangelo per essere puntualmente tirate in testa a qualcuno, a prescindere che questo qualcuno, in questo caso, sia io».

Non le manda a dire don Ennio Stamile, parroco di Cetraro (Cs), trascinato nelle polemiche nei giorni scorsi (leggi la storia: CETRARO, PARROCO FESTEGGIA SINDACO: È POLEMICA) da Ermanno Cennamo, ex sindaco facente funzioni della cittadina tirrenica per la quale ora riveste il ruolo di consigliere di opposizione. Con queste parole, indirizzate alla compagine piddina, comincia il lungo post pubblico in cui si difende dalle accuse a lui rivolte per aver concesso i festeggiamenti post elettorali alla lista “Nuovo Patto per Cetraro” sul monte Serra, luogo di culto e di raccoglimento spirituale, subito dopo la Santa Messa.

E don Ennio Stamile si difende attaccando, com’è nel suo stile, entrando a gamba tesa sugli “avversari” e smontando una ad una tutte le illazioni. Non dà risposte, ma pone, a sua volta, domande: «… tra le quali anche quella della mia disponibilità a mettere a disposizione la sala dell’Oratorio di Ceramile per un comizio elettorale proprio alla lista appoggiata da voi. Come, credo che ciò non si possa obiettare, ho sempre fatto in passato e per chiunque per ovviare a varie necessità anche di carattere pratico e logistico».

Chi lo conosce non si stupisce affatto della sua grinta e della sua caparbietà, perché sono le stesse che l’hanno reso celebre per le sue battaglie contro la mafia e chi la sostiene. E ne approfitta, anche stavolta, per riportare l’attenzione sui «problemi seri della Politica» della sua città, Cetraro, ancora afflitta, secondo il suo parere, dal «voto non libero», come del resto «tutta la nostra Regione».

Non si sottrae, don Ennio, né alla polemica, né alle maldicenze, né alla verità e nel medesimo post rassicura: «Su questi problemi e su altri che tutti conosciamo sono sempre a disposizione per un eventuale pubblico confronto». Ed anche se i suoi toni non scadono mai nell’odio e nella vendetta, benché auguri alla minoranza “buon lavoro”, le sue conclusioni sembrano contenere tutto il malcontento generale per questa storia e le ragioni che, a suo dire, l’hanno alimentata: «Auspico che questa futile polemica vada a stemperarsi, anche perché potrebbe sembrare un pericoloso attaccamento a cariche e poltrone da parte dei vostri esponenti di minoranza ai quali proprio non va giù di avere perso».

Intanto, dall’altra parte, la questione viene presa di petto e la parola fine sembra essere ancora lontana. Il gruppo PD – Alleanza Popolare per Cetraro, in una nota congiunta informa di aver inoltrato una lettera al Vescovo della Diocesi di San Marco Argentano, Monsignor Leonardo Bonanno, il quale riceverà una delegazione nei prossimi giorni.

A nulla sono valsi gli appelli dell’ex sindaco e consigliere regionale del Pd, Giuseppe Aieta, di chiudere in fretta l’incresciosa vicenda.