SCUOLA, A PRAIA A MARE UNA LETTERA ACCENDE LA POLEMICA

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SCUOLA, A PRAIA A MARE UNA LETTERA ACCENDE LA POLEMICA

Bambini restano senza aule in contrada Laccata, genitori e docenti di Via Manzoni: «Non toccateci l’atrio»

“Le docenti della scuola primaria di Via Manzoni e i genitori degli alunni frequentanti comunicano alla S.V. il proprio rammarico affinché non venga sottratto al plesso lo spazio dell’atrio ovest per recuperare un’aula destinata ad una classe del Plesso G.Galilei”.

Si apre così una lettera indirizzata al sindaco e alla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo che a Praia a Mare (Cs) sta letteralmente spaccando in due l’intera cittadina.

Lo scorso aprile la scuola primaria sita in contrada Laccata aveva subito un’ordinanza di chiusura da parte del Comune poiché, dopo una serie di controlli, era stata dichiarata inagibile. Così, in regime di emergenza, scuola e istituzioni avevano distribuito gli alunni nelle altre strutture scolastiche presenti sul territorio, riuscendo a mantenere gli standard di sicurezza e igiene previsti dalla legge.

A settembre prossimo, però, nel plesso Galilei si aggiungerà un’altra sezione che andrà dunque a “sfrattare” una delle classi degli alunni provenienti dal Plesso Falcone di località Laccata in vista degli imminenti lavori di ristrutturazione, ragione per cui si erano paventate le possibilità di trasferimento nella scuola primaria di via Manzoni, che già ospita alcune classi, e di sistemazione nell’atrio ovest della struttura. Ma questo, ad alcuni tra genitori e insegnanti, non è andato giù, perché, com’è scritto nel testo, gli atri rappresenterebbero l’anima della scuola. Così, penna in pugno, hanno firmato e protocollato un documento affidandosi alla volontà e alla comprensione di quanti lo leggeranno al fine di evitare l’ “occupazione”.

Un atto discriminatorio a tutti gli effetti. Questo è il commento unanime dei genitori, increduli, dei bambini rimasti senza scuola: «Un atteggiamento incomprensibile – spiega uno dei tanti -, che non ci saremmo mai aspettato». E riparte la polemica, l’ennesima, che continua a creare spaccature profonde in questo piccolo scorcio di terra bagnato dal mar Tirreno, dove sentirsi una comunità diventa ogni giorno più una chimera. Non sono bastate, infatti, nemmeno le garanzie dei fratelli imprenditori Stefano e Giorgio De Rosa di mettere a disposizione alcune strutture per il normale svolgimento delle lezioni a placare gli animi.

Dall’ente comunale, oltretutto, fanno notare come la polemica sia comunque del tutto inutile: «Non possiamo in alcun modo mettere a rischio la salute e l’incolumità dei bambini – spiega l’assessore Antonino De Lorenzo -, per cui ci affideremo alle valutazioni di tecnici ed esperti per valutare la possibilità di utilizzare altre strutture per tutta la durata dei lavori in località Laccata, che dovrebbero proseguire per circa un anno. Le decisioni in ambito scolastico, ad ogni modo, spettano alla dirigente, per cui quello che è possiamo fare è rimanere a disposizione per tutto il resto assumendoci ogni responsabilità». 

Nessun rischio, quindi, per i piccoli scolari che a settembre torneranno sicuramente, in un modo o nell’altro, a sedere tra i banchi di scuola. Resta soltanto l’amaro in bocca per l’atteggiamento inspiegabile di docenti e e soprattutto delle mamme che, in un estremo caso di necessità, si sono opposte all’arrivo di altri bambini per la paura che ai loro figli venisse meno «l’attività ludica e ricreativa nei momenti di socializzazione». Succede proprio nel momento in cui spiegare loro il significato di termini come aggregazione e cooperazione sarebbe decisamente più importante di “cori, recite e manifestazioni commemorative”.