ORRORE, IL 27 GIUGNO È LA GIORNATA MONDIALE DELLA PEDOFILIA

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IL 27 GIUGNO È LA GIORNATA MONDIALE DELLA PEDOFILIA

La denuncia arriva ancora una volta dalla Mater onlus di don Fortunato di Noto

Rabbia, sgomento e indignazione. Sono questi i sentimenti che suscita la notizia per la celebrazione della giornata mondiale della pedofilia. La denuncia, ancora una una volta, arriva dalla Meter onlus di don Fortunato di Noto, il sacerdote che dal 1997 denuncia imperterrito la “schizofrenica promozione di liceità pedofila” (leggi anche: 23MILA ITALIANI PAGANO 500 EURO PER FOTO DI ABUSI SU NEONATI), e che questa volta porta alla luce il video dell’iniziativa e l’indirizzo del portale madre di riferimento.

Orgoglio pedofilo. Questo è ciò che celebrano i balordi dal 1998 nella giornata del 27 giugno e rivendicando il diritto di abusare dei minori e definendo tale rapporto come “amore degli adulti per i bambini”.  I pedofili, tra i quali molti italiani, ieri si sono ritrovati non solo sulla rete, ma anche nei luoghi del ritrovo per “gli amanti dei bambini”.

Per promuovere l’iniziativa, nei giorni scorsi era stato diffuso un video, osceno e blasfemo, nel quale il coro, chiaramente composto da adulti e bambini, intona un palese messaggio di difesa in favore della comunità IBLD, questo l’acronimo che la contraddistingue, che per rafforzare il concetto si è avvalsa di un testo religioso, scomodando finanche la Pace di Cristo.

Su uno dei siti appare, inoltre, una squallida locandina in cui campeggia una candela azzurra, simbolo dei ragazzini di ogni età, con la quale si cercano fondi a sostegno della difesa della causa pedofila. Che in molti sembrano perorare. 

Migliaia le adesioni in ogni angolo del mondo, di uomini, e pare anche qualche donna, appartenenti a ogni età e ceto sociale. Gli inquirenti, comunque, stanno disperatamente cercando di risalire ai server per smantellare la rete criminale, anche se non sono riusciti a nascondere la preoccupazione: «Il fenomeno è dilagante. La situazione, purtroppo, è ormai fuori controllo».