ARCHETUNIA, TREMATERRA INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA

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ARCHETUNIA, TREMATERRA INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA

L’inchiesta “Archetunia” ha portato all’arresto di 7 persone

Se le sentenze dei prossimi mesi, unitamente a quelle già emesse, confermeranno le accuse formulate nei confronti di alcuni politici, toccherà chiedere scusa ai calabresi per il risultato elettorale regionale del 2010 e il conseguente disastro politico, poiché molti di quei voti che decretarono il 57,75% di consensi, non furono opera di elettori sprovveduti. Quando Giuseppe Scopelliti stravinse, in molti si chiesero se tra quell’altissima percentuale nessuno conosceva i tanti nomi che affollavano il carro vittorioso, ma discutibile, della destra dell’asse Scopelliti-Gentile. 

In principio fu Franco Morelli, consigliere regionale del Pdl, arrestato per presunti coinvolgimenti con il potente clan Valle-Lampada. Poi è stata la volta di Santi Zappalà, sempre Pdl, già condannato in via definitiva per corruzione elettorale, nell’aprile scorso è stato arrestato per scambio elettorale politico-mafioso perché, secondo le accuse, avrebbe sborsato ben 400mila euro in occasione della famigerata tornata elettorale del 2010 al fini di raccattare voti tra le famiglie mafiose. Una parte ai Pelle, un’altra ai boss della Locride.

Questa mattina, all’alba, la Dda di Catanzaro ha tratto in arresto 7 persone nell’ambito dell’inchiesta “Acheruntia“, che ha smantellato l’attività criminale della cosca Lanzino-Ruà operante nel territorio di Acri. Nella medesima inchiesta, a piede libero, risulta indagato l’ex assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Michele Trematerra, leader dell’Udc e fedele supporter del governo Scopelliti, accusato di concorso in esterno in associazione mafiosa. Indagato per concussione, invece, l’ex sindaco di Acri, Luigi Maiorano.

La ricostruzione è sempre la stessa: nel 2010 Trematerra avrebbe avuto il loro supporto elettorale e poi, durante il suo mandato, avrebbe ricambiato il “favore”. A peggiorare la sua posizione sarebbe la constatazione da parte degli inquirenti di un condizionamento per l’attività del dipartimento Agricoltura e Forestazione della Regione Calabria e del Comune di Acri “per l’aggiudicazione di appalti pubblici a favore di società di riferimento dello stesso sodalizio di ‘ndrangheta”.

Il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e il sostituto Paolo Bruni avevano chiesto l’arresto anche per l’ex assessore, ma il gip non lo ha concesso poiché ha ritenuto che l’accusa di concorso in esterno in associazione non possa, al momento, essere provata in modo certo. Tuttavia, lo stesso gip precisa che le accuse a carico dell’indagato, così come è scritto nell’ordinanza, rimangono piuttosto gravi. Al vaglio degli inquirenti rimane la «deprecabile relazione di cointeressenza con il coindagato Angelo Gencarelli», compagno di partito già noto alle forze dell’ordine per la frequentazione di ambienti ‘ndranghetisti, a cui Trematerra, per riconoscenza, avrebbe concesso autorizzazioni per lo sfruttamento della aree boschive dell’azienda di famiglia, bloccato sanzioni amministrative e inserito sua moglie nella segreteria del capogruppo Udc in Consiglio regionale, Alfonso Dattolo. Lo stesso Gencarelli, invece, era stato inserito nella struttura del dipartimento Agricoltura, nonostante le proteste di alcuni funzionari che, al di là della caratura del soggetto, avevano notato come questi disertasse ostinatamente il luogo di lavoro. Ruolo per il quale quasi certamente non aveva le competenze.

Per gli stessi motivi, nel 2010 la Squadra Mobile di Reggio Calabria chiese l’arresto, respinto dal Gip, per Nino De Gaetano, allora candidato ed eletto alla Regione con Rifondazione Comunista e assessore della giunta Oliverio fino all’arresto di qualche giorno fa per l’inchiesta “Erga Omnes” (leggi: ERGA OMNES, QUELLI CHE DOVEVANO SALVARE PLATÌ E LA CALABRIAdel filone rimborsopoli.