MARE SPORCO IN CALABRIA / Sulle spiagge animali e rifiuti, segnalazioni da tutta la regione

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MARE SPORCO IN CALABRIA / Sulle spiagge animali e rifiuti, segnalazioni da tutta la regione

Situazione allarmante, ma qualcuno consiglia il silenzio

*Le foto sono state scattate in varie località del litorale tirrenico e si riferiscono alle giornate del 30 e 31 luglio 2015

Acque maleodoranti, chiazze marroni gigantesche, e ancora dermatiti, malesseri, animali che saltellano e strisciano tra i lettini e un coro unanime di lamentele di cittadini e turisti. Su quello che sta accadendo lungo le coste della Calabria non v’è dubbio, sulle cause, invece, nessuno sin ora ha saputo fare chiarezza.

Quel che è certo è che il mare cristallino ha lasciato il posto a una specie di fogna a cielo aperto e, ancora prima degli imprenditori balneari, a farne le spese sono colori i quali continuano imperterriti a immergersi nelle acque che bagnano gli 800 km di coste calabresi. Anche se le segnalazioni sembrano penalizzare maggiormente il tratto dell’alto Tirreno.

L’allarmismo di questi giorni è stato purtroppo confermato da un’analisi delle acque effettuata da Goletta Verde, i cui risultati parlano di una carica batterica che supera di gran lunga i limiti consentiti consentiti per legge riscontrata in oltre la metà dei campioni sottoposti a controllo.

Forse è per mala gestione dei depuratori, forse è perché i depuratori non riescono smaltire il liquame per l’incremento della popolazione. Qualcuno invece parla di sversamento scellerato di rifiuti di ogni genere. E qualcun altro sostiene pure che chi dovrebbe vigilare, giri la testa dall’altra parte. Pratica, pare, abbastanza diffusa. Fatto sta che i politici sembrano non interessarsene più di tanto e addirittura qualcuno storce il naso per gli articoli che denunciano la situazione, sebbene le spiagge presentino in diversi punti cumuli di immondizia che nessuno provvede a ripulire: “Fa male al turismo, i panni sporchi si lavano in famiglia”. Però bisognerebbe lavarli questi panni, e subito, perché se la famiglia continua ad indossarli sporchi prima o poi si ammala.

Tra quelli che lo hanno capito c’è il neo sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, che, in barba ad ogni tentativo altrui di affossare il problema, ha presentato un esposto alla Procura e al Prefetto affinché si tuteli l’ambiente e salute dei cittadini, facendo possibilmente luce sulla vicenda.

Intanto, dalle testimonianze di commercianti e stabilimenti balneari, i dati sull’economia, generati dalle conseguenze del mare sporco, sembrano disastrosi. I vacanzieri sarebbero costretti ad interrompere bruscamente la loro permanenza in Calabria o a preferirle altre mete. Chi rimane, invece, racconta di dermatiti che colpiscono maggiormente i bambini e sempre più difficili da curare, tanto che alcune settimane addietro pare che dalla pediatria dell’ospedale di Cetraro alcuni piccoli pazienti siano stati trasferiti presso l’Annunziata di Cosenza. Ospedale che già deve fare i conti, salati, con i tagli alla sanità facendo fronte a un numero spropositato di utenti.