PRAIA A MARE / Isola Dino Survival, tutto quello che c'è da sapere sul reality della discordia

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PRAIA A MARE / Isola Dino, tutto quello che c'è da sapere sul reality della discordia

Che piaccia o no, la seconda edizione del reality Isola Dino Survival ha preso il via. Ieri mattina, 20 concorrenti, il doppio rispetto allo scorso anno, si sono imbarcati per raggiungere l’isola e vivere l’insolita esperienza. Ma se la scorsa edizione era risultata forse sotto tono e un po’ monotona, quest’anno pare invece aver già centrato l’obiettivo: tutti ne parlano. E la dimostrazione sta nei numeri. Lo scorso anno la diretta streaming (visibile all’indirizzo www.isoladino.it) aveva raggiunto i 100mila contatti. Ma in questa edizione la cifra potrà essere eguagliata già nelle prossime ore, poiché, a poco più di 24 ore dalla partenza, le persone che avevano curiosato sulla permanenza dei naufraghi nostrani erano oltre 38mila.
Streaming isola

Ad accresce la fama e la popolarità di questa produzione ci hanno pensato, da settimane e senza sicuramente volerlo, le polemiche che hanno riguardato la partecipazione di un concorrente e la solita diatriba politica strumentalizzata.

Il concorrente in questione è Emiliano Mandarino, 43 anni, imprenditore cosentino, divenuto noto al pubblico del web un anno fa in seguito alla pubblicazione di un video in cui si rivolgeva alla classe politica dirigente con toni aspri e sprezzanti, tanto da guadagnarsi una denuncia per vilipendio al Capo dello Stato, poi archiviata. Ma le controversie sulla partecipazione sono indiscutibilmente legate alla fede politica di Mandarino, fascista convinto e “portatore sano” del saluto di mussoliniana memoria, vietato in Italia«dalla legge n. 645 del 20 giugno 1952 (“Legge Scelba”), successivamente modificata con la Legge n. 205 del 25 giugno 1993(“Legge Mancino”)», ma solo (come ha ribadito la Cassazione) «qualora compiuto con intento di “rivolgere la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o a compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista”». Per tale reato si può essere puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 200 euro a 500 euro.

Fastidioso è fastidioso il saluto romano, per carità, non fosse per le terribili pagine di storia alle quali per forza di cose rimanda, ma chi conosce bene questo ragazzone dall’aspetto apparentemente rude, parla invece di una persona estremamente buona, niente affatto razzista, incapace di far male anche alle mosche e che delle brutte pieghe che prese il fascismo supportando le politiche perverse e malate del nazismo hitleriano, non ne vuole neppure sentir parlare. Semplicemente ritiene che durante il governo di Benito Mussolini gli italiani vivessero in condizioni migliori di quelle attuali e ne esalta quindi le qualità di amministratore. Teoria che, sebbene possa essere confutata da ogni punto di vista, continua a mietere ancora un discreto successo tra i nostalgici del duce. E sull’isola, dice, dimostrerà quel che è in realtà: «Sono qui per aiutare questo posto straordinario a diventare ciò che merita. L’idea del giovane Matteo Cassiano è straordinaria, sicuramente è più valida di quelle avute da 50 anni a questa parte, e se qualcuno ne ha di migliori si faccia avanti. La mia partecipazione non deve essere associata a nessuna ideologia politica. Non mi si deve guardare come un “pericoloso fascista”, ma semplicemente come un cittadino italiano incazzato. Voglio vivere sino in fondo questa esperienza».

Ma qualche giorno fa il reality sembrava essere un sogno svanito. Un’ordinanza a firma del sindaco di Praia a Mare,  Antonio Praticò, vietava a chiunque, proprio a dieci giorni dall’inizio dello show, di mettere piede sull’isola.

Ordinanza Isola Dino

Così, inevitabilmente, si era parlato di una presunta bagarre tra l’imprenditore Cassiano e l’amministrazione comunale. Smentita categoricamente dai fatti.

Ma in realtà il divieto imposto dal primo cittadino non sembra affatto un dispetto nei confronti di alcuno, ma una esigenza dettata dalle condizioni disastrose in cui versa in certi punto dell’isolotto che fu degli Agnelli. Il provvedimento, infatti, arriva solo qualche giorno dopo il provvedimento che l’ha restituito definitivamente ai praiesi, risalente all’agosto scorso.

D’altro canto, però, l’assessore Antonino De Lorenzo qualche giorno fa scriveva pubblicamente su un gruppo facebook che non era stata concessa nessuna autorizzazione per l’inizio dello show, proprio in virtù dell’ordinanza emanata dal Comune, e che qualora gli organi preposti riscontrino una irregolarità, verranno presi i dovuti provvedimenti.

I naufraghi, dunque, raggirando il divieto, hanno incentrato la loro permanenza nella parte dell’isola che non risulta attualmente interdetta, ovvero nella parte antecedente la sbarra oltre la quale non si può accedere e nelle numerose grotte sottostanti. Non solo, da quest’anno va in onda anche la striscia quotidiana “Il salotto di Dino”, girato sullo yacht di proprietà dello stesso Cassiano.

Le polemiche, però, sembrano proprio non essere finite qui. Ragion per cui, secondo le strane regole del marketing, l’Isola Dino Survival pare stia dando già i suoi frutti.