LA NAPOLI DI CUI ANDAR FIERI / Simona Vitale, la woman coach che trasforma le donne in principesse

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LA NAPOLI DI CUI ANDAR FIERI / Simona Vitale, la woman coach che trasforma le donne in principesse

Fonte foto: www.simonavitale.com

Da sempre impegnata nella battaglia a difesa dei diritti del gentil sesso

No. La Camorra non è un dato costitutivo di Napoli e i napoletani non ce l’hanno affatto insita nel dna. Sarebbe più giusto dire che i napoletani hanno insito nel dna la genialità, la fantasia, l’estro, l’allegria, la forza, la “teatralità”, ma affermare ciò non alzerebbe nessun polverone mediatico e quindi addio fenomeni da baraccone, addio giustizieri dell’ultima ora, addio migliaia di giornali venduti.

Napoli è quanto di più straordinario possa concentrarsi in un unico posto ed è tutto merito di chi la vive e di chi, grazie all’impegno e al sacrificio, diventa per quella terra un figlio di cui andar fieri. Sono tanti, tantissimi, i “malati” di dignità, quelli che non cedono, che non si arrendono, che non si vendono, che non pontificano puntando il dito rimanendo immobili, quelli che anziché aspettare che le cose cambino, le cambiano loro.

E’ il caso di Simona Vitale, 38 anni, giornalista pubblicista, laureata in sociologia, specializzata in coaching in Inghilterra, counselor in psicologia Gestalt e con alle spalle un dottorato di ricerca in sociologia e ricerca sociale, qualche pubblicazione eccellente e un premio nazionale portato a casa solo qualche mese fa. Simona ha scelto la strada dello studio, quella più lunga e faticosa, ed ora è una apprezzatissima professionista partenopea.

Ma cosa c’è di così particolare nella sua professione? Questa donna dai capelli lunghissimi è una woman coach, ossia, segue le donne nella loro realizzazione semplicemente insegnando loro a cercare ciò che hanno dentro. Anche se sono sempre di più gli uomini che si rivolgono a lei chiedendole aiuto.

Simona, in che cosa consiste di preciso il tuo lavoro?

«Migliorare la vita delle persone. Purtroppo gli schemi sociali, i pregiudizi e la bassa autostima a volte ci impediscono di tirare fuori il nostro meglio. Così sogni e desideri vengono messi a tacere, costringendoci a vivere una vita che spesso non ci appartiene».

Magari siamo convinti di desiderare qualcosa e invece non è vero…

«Non ne sarei così sicura. A volte semplicemente desideriamo due cose che sono apparentemente inconciliabili e quindi rinunciamo a una delle due. E viviamo male».

E il tuo ruolo qual è?

«Ogni persona conserva dentro di sé tutto ciò di cui ha bisogno, ma spesso non sappiamo come fare a realizzarci, ad essere felici, a sentirci sereni. Il mio ruolo è questo, capire quali sono gli obiettivi delle persone e convincerle delle proprie reali capacità».

Non tutti sanno, quindi, ciò che vogliono realizzare?

«Niente affatto. Capire le reali necessità, i desideri più profondi, è il primo passo verso la realizzazione. Io provengo da una formazione di psicologia Gestalt, dove il soggetto è studiato in relazione all’ambiente circostante. Capita spesso di trovarsi di fronte a delle donne convinte di volersi sposarsi ma dicono di non riuscire a trovare il principe azzurro. In realtà subiscono solo le pressioni della società e magari non hanno né la propensione a sposarsi né a diventare madri. Ognuno di noi ha il proprio percorso da compiere».

Qual è il target di persone che si rivolge a te?

«Generalmente professionisti che vogliono sfondare nel proprio lavoro, ma anche persone che vogliono realizzarsi a livello personale, uomini e donne, anche se per le donne combatto una serratissima battaglia per la difesa dei loro diritti praticamente da sempre».

Cosa consigli alle donne che ti stanno leggendo?

«Di volersi bene, di coccolarsi, di ritagliarsi del tempo per sé, di liberarsi delle catene mentali. E ascoltarsi. Per saperne di più possono seguire il mio blog all’indirizzo www.simonavitale.com».

In ognuno di noi c’è del talento? 

«In ognuno. Certo, se vivessimo più in relazione di noi stessi che in funzione degli altri, ce ne accorgeremmo senza introspezioni e le nostre vite prenderebbero una piega diversa. Un altro piccolo segreto è approcciarsi alla vita con positività. Piangersi addosso di sicuro non aiuta».