PRAIA A MARE / Mandarino infiamma le polemiche: "Mi candido a sindaco e vi racconto la verità"

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PRAIA A MARE / Mandarino infiamma le polemiche:

L’uomo aveva partecipato al reality Isola Dino Survival

«Ufficializzo la mia candidatura a sindaco di Praia a Mare alle prossime elezioni comunali del 2017. Sempre che non si vada prima alle urne». Comincia così, con quella che finora era solo un’ipotesi avallata in uno dei tanti video che l’hanno reso celebre, la lunga intervista a Emiliano Mandarino. L’imprenditore cosentino ha maturato la decisione dopo aver partecipato al reality “Isola Dino Survival”, che ha abbandonato a sole 48 ore dall’inizio, rallentando di molto le interazioni via web che nei primi due giorni erano letteralmente schizzate a diverse decine di migliaia, per divergenze inconciliabili con l’ideatore dello show, il giovane Matteo Cassiano.

Ma questa non è l’unica rivelazione “scottante”. L’uomo anti-casta è un fiume in piena e ne ha per tutti. Parla della sua breve esperienza di naufrago, delle polemiche sulla fede politica e della reazione dei praiesi al video di protesta in difesa dell’Isola Dino. E lo fa, come sempre, con la chiarezza che lo contraddistingue.

Come mai sei uscito dal reality?

«Perché non c’erano le condizioni per rimanere. A un certo punto non mi sono sentito più libero di esprimere la mia opinione perché si cercava di smorzarmi i toni e poi non sono stati rispettati i patti. Così, durante la diretta delle 14:30 del terzo giorno, ho deciso di andarmene spontaneamente e senza alcun accordo, contrariamente a quanto afferma Cassiano».

A quale accordo si riferisce?

«In una intervista ha dichiarato che prima della diretta avevamo concordato la mia uscita, ma non è assolutamente vero».

Quali sono i patti che non sarebbero stati rispettati?

«Quando abbiamo accettato di partecipare al reality sapevamo che doveva essere un’esperienza estrema. Mi è sembrata più una gita in barca».

L’isola però è interdetta da un’ordinanza che vieta a chiunque di metterci piede…

«E allora non dovevamo farla. Non puoi fare il reality Isola Dino survival se poi sull’isola non ci puoi andare e passi tutto il tempo sulla barca. E comunque di tutto quello che si era detto ho visto ben poco».

Qualche esempio?

«Nessuna prova di sopravvivenza. Ufficialmente potevamo usare i cellulari solo un’ora al giorno ma io il mio lo usavo quando volevo, per i nostri bisogni usavamo la barca e il cibo spesso ce lo portavano, anche alcuni pescatori, di notte».

Una farsa, dunque?

«No, proprio una farsa no. Diciamo una straordinaria idea di marketing gestita male. Ma non so se la promozione sia prettamente indirizzata all’isola».

In che senso?

«Nel senso che ho come l’impressione che tutto quello che gira intorno all’isola e alla sua promozione sia un modo per accaparrarsela o farsi la guerra. Tanto da parte di Cassiano, tanto dall’amministrazione comunale. Perché altrimenti come si spiegano gli attacchi personali, le battaglie in tribunale e la divisione su tutto ciò che la riguarda?».

Tu hai preso a cuore Praia e i suoi problemi, ma i praiesi all’inizio non erano proprio entusiasti della tua partecipazione…

«Lo so e un po’ mi è dispiaciuto. Ho letto delle cose molto brutte sui social, talvolta anche offensive, per via della mia fede politica. Ma io so di essere contrario a qualsivoglia nefandezza legata alle brutte pagine di storia, e quindi confermo di essere orgogliosamente fascista, di ammirare la politica del duce e di essere fermamente convinto che se ci fosse lui ora in Italia le cose funzionerebbero diversamente. Non si può giudicare una persona prima di conoscerla o solo perché ha idee diverse dalle tue, è da retrogradi».

E ora pensi stiano imparando a conoscerti?

«Credo proprio di sì. Dopo il video di denuncia che ho girato sul molo dell’isola la casella di posta si è riempita di attestati di stima e affetto. E anche qualche richiesta di aiuto».

Cosa ti chiedono di preciso?

«Mi chiedono di aiutarli a risolvere dei problemi di cui nessuno si occupa e soprattutto di liberarli da un’amministrazione ormai trentennale».

Le amministrazioni che si sono susseguite da 30 anni a questa parte, quasi sempre a guida di Antonio Praticò, sono sempre state scelte dai cittadini, volontariamente, nelle urne. Perché ora si rivolgerebbero a te per liberarsene? 

«Perché pensano che io sia l’avversario giusto per battere Antonio Praticò. Forse in questi anni non c’è mai stata un’alternativa valida. Politicamente, intendo. Qui c’è una sorta di paura riverenziale nei confronti del sindaco, amministra da troppo tempo. C’è la voglia di cambiare, ma al tempo stesso di affidare la città di Praia a Mare a qualcuno che abbia stessa forza e coraggio. Ecco, io allora sono quello giusto».

Ti candiderai con un partito fascista?

«Non credo. Aiutare le persone e amministrare una città è un impegno che va al di là del proprio credo politico».

Dopo il tuo video in cui denunciavi la mala gestione dell’isola Dino, proprio il primo cittadino aveva annunciato provvedimenti legali. Come pensi di difenderti in tribunale?

«In realtà io non ho offeso o diffamato nessuno, ho solo denunciato una brutta condizione che oltretutto ho documentato durante la mia permanenza. E comunque ci penserò quando e se sarà notificata. Perché io ancora non ho ricevuto nulla».

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