DELITTO ISOLANI / Cassazione accoglie ricorso della difesa, annullata sentenza d’Appello

0
DELITTO ISOLANI / Cassazione accoglie ricorso della difesa, annullata sentenza d’Appello

La condanna era di dieci anni e sei mesi

I giudici della Corte di Cassazione hanno annullato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello con la quale si condannava a 10 anni e 6 mesi di carcere l’unico imputato, Nicola Trazza, per l’omicidio di Giovanni Isolani, il 21enne che venne freddato da un colpo al cuore in un negozio di ortofrutta a Sanremo.

Il ricorso era stato presentato dagli avvocati Nicola Guerrera e Luigi Patrone dopo che i giudici in Appello avevano accantonato l’ipotesi di omicidio colposo, prevalsa in primo grado, e avevano inflitto una pena maggiore riconoscendo l’ipotesi dell’accusa, secondo la quale l’omicidio sarebbe avvenuto intenzionalmente. Il processo, dunque, è da rifare e bisognerà ricostruire nuovamente la vicenda che sin dall’inizio è stata un susseguirsi di colpi di scena e controversie.

L’omicidio, avvenuto il 16 dicembre del 2010, sconvolse la cittadina di Praia a Mare( Cs), dove la vittima, allora, 21enne, era viveva fino a venti giorni prima di morire. Poi, insieme all’amico fraterno Niki, era partito alla volta di Sanremo motivando la scelta con la volontà di cercare un lavoro. Nessuno sa cosa sia successo realmente in quelle settimane e se i rapporti si incrinarono e perché, ma il reo confesso continua a ripetere ai giudici che si trattò di un incidente. L’unico dato certo lo hanno fornito le telecamere poste nei pressi di una banca, le quali hanno mostrato le immagini dei due che si rincorrevano a gran velocità fino al negozio in cui Isolani cercò presumibilmente di ripararsi. Dalla pistola che Trazza teneva tra le mani esplose il colpo che risultò fatale: il bossolo perforò il cuore uccidendolo all’istante.

Le indagini sono risultate piuttosto difficili sin dal principio. Nonostante gli inquirenti risalirono con facilità al colpevole, la pistola non è mai stata trovata e l’imputato, oggi quasi trentenne, ritiene che fosse di proprietà della vittima.

La morte di Giovanni, ragazzo ben voluto e mai incline alla violenza, scosse fortemente l’intera comunità.