TORTORA, SudDISTRUTTO, Lamboglia: "Provo pena per gli assenti". Anche io

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TORTORA, SudDISTRUTTO, Lamboglia:

Ce n’erano 50 o giù di lì oggi pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Tortora (CS). I soliti volti. I soliti attivisti che lottano da soli contro i mulini a vento. Una rappresentanza del Comune di Praia a Mare e nessuno più. Mancavano i medici di base del territorio invitati uno ad uno per non incappare in equivoci, mancavano i malati di tumore, mancavano i parenti delle famiglie degli ex operai della Marlane risarcite da Marzotto, mancavano i giovani che vedi davanti ai bar, i battaglieri del web, gli incalliti spargitori di odio e mancavano pure i professionisti del copia e incolla. Non siamo solo indifferenti, ha detto il sindaco Pasquale Lamboglia, siamo superficiali. Ma siamo anche inetti, strafottenti, presuntuosi, siamo diventati complici inconsapevoli di un sistema così marcio che ci sta consumando tutti, a poco a poco.

Ma non interessa a nessuno. Domani diranno che nessuno lo sapeva, e invece lo sapevano eccome. L’ha ripetuto per giorni Rete3 Digiesse, instancabile strumento di informazione del territorio, l’hanno ripetuto i post degli attivisti sui social, i manifesti, gli inviti e i passaparola. Che se anziché un convegno su veleni e tumori fosse stato un pettegolezzo di paese, ne sarebbero venuti a conoscenza pure i parenti sparsi in sud America.

Eppure erano venuti esperti ed attivisti da Castrovillari, Rossano e Crotone, per spiegarci che gli errori del passato e l’ingordigia di imprenditori spregiudicati hanno messo l’ipoteca sulle nostre vite in cambio di una pioggia di soldi e potere. Erano venuti a dirci che dobbiamo reagire, che non possiamo stare a guardare, che il numero dei tumori è impressionante e che probabilmente da Tortora a Reggio, in Calabria il sottosuolo è un tappeto di rifiuti tossici e veleni. Erano venuti a dirci che nonostante i proclami e gli annunci, il registro dei tumori non c’è. Erano venuti a spiegarci cos’è e a cosa serve. Erano venuti a dirci che è fondamentale chiederlo tutti, in massa, prima che sia troppo tardi. Ma voi non c’eravate. Non c’erano nemmeno quelli che hanno storto il muso per la decisione di Praticò di ritirare la costituzione di parte civile nel processo d’Appello dell’ex fabbrica Marlane, ma il sindaco, però, almeno lui c’era, e mancavano pure quelli che danno sempre la colpa agli altri, alla ‘ndrangheta, alla malapolitica, agli alieni e al gatto dei vicini senza mai fermarsi un attimo a farsi un esame di coscienza.

Il collettivo dell’associazione SudDistrutto era venuto a dirvi che se non ci uniamo e dimostriamo di essere un popolo, almeno stavolta, i disastri ambientali comprometteranno il nostro futuro e quello dei nostri figli ancora più di quanto non abbiano già fatto. E per un territorio circoscritto tra una discarica a cielo aperto del fiume Noce e quella di San Sago, l’ex fabbrica tessile della Marlane e un mare su cui grava lo spettro delle navi dei veleni, non sono buone notizie.

Ma voi eravate assenti, come nel giorno della riconversione dell’ospedale di Praia a Mare, come nei giorni del suo smantellamento, come alla partita del cuore per una bimba malata di leucemia, come ai consigli comunali in cui si discute di voi, dei vostri interessi. Come se questo posto non vi appartenesse. Come se chi ci mette l’impegno e la faccia per cambiare le cose fosse dalla parte del torto e voi dalla ragione.

Mi chiedo se questo posto riuscirà prima a debellare i tumori o la mentalità ottusa e retrograda. E debellare i tumori, in questo momento, la vedo scura.