ALLUVIONE IN CALABRIA / La rabbia urlata a colpi di satira sul web

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Puntare il dito contro qualcuno per  il disastro provocato dal dissesto idrogeologico è impresa assai ardua. Malapolitica, negligenza, opportunismo e connivenza in Calabria hanno tanti di quei nomi e cognomi che scriverli su un foglio rimanderebbe la memoria a una di quelle file estenuanti viste fuori ai padiglioni dell’Expo. Che di Calabria, pure, pare ne abbia ospitata tanta.

E così la rabbia cresce di pari passo all’indifferenza istituzionale e di certa stampa asservita che, per sotterrare responsabilità di politici e governi, tratta la tragedia delle ultime ore con una sorta di disdicevole nonchalance. Exidor, uno degli oltre 150 blogger della rivista satirica Soppressatira, scrive: “Grande commozione per i disastri del maltempo in Calabria. Le sono state dedicate 24 ore di silenzio (clicca qui per la cartolina)”, mentre Eddy Losveglio, o Donlione, che dire si voglia, osserva: “Maltempo, gravi disagi in Calabria e in Sicilia: ferrovie e strade distrutte o chiuse. Ma adesso passiamo alle news (clicca qui per la cartolina)”. Perché in fondo è sempre lei, la pungente ironia, a raccontare in poche parole quello che fiumi di inchiostro non sono più in grado di rivelare neppure dalle importanti colonne dei giornali nazionali.

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Lo spiega bene una battuta di uno dei due fondatori, Enzo Filia, che sottolinea come nel Belpaese funzioni poco o nulla: “La Calabria in uno stato pietoso. L’Italia (clicca qui per la cartolina)”. Men che meno nella Calabria stessa. Al punto che il confine tra autoironia e rassegnazione a volte è impercettibile. “Calabria, ferrovia ionica, spazzata via dal maltempo. Meno male che la linea in quella zona era solo ornamentale (clicca quiper la cartolina)”, è il commento amaro di Francesco Rizzuto, mentre Mariateresa di Maro scrive: “Emergenza treni in Calabria. La cosa più sconvolgente per i calabresi è stato apprendere che avessero una linea ferroviaria (clicca qui per la cartolina)”. Gianni Macheda, invece, commenta così: “Maltempo, Calabria ionica isolata. Come prima, solo che adesso c’è il fango (clicca qui per la cartolina)”. Ma l’apoteosi è ancora una volta un affondo del solito Filia, definito un genio da Marco Travaglio in uno dei consueti monologhi: “Disagi, strade interrotte, ferrovie inutilizzabili. I calabresi si sono svegliati con uno scenario assurdo: la Calabria (clicca qui per la cartolina)”.

Non mancano, ovviamente, le stoccate al Premier Matteo Renzi. La prima è di Paola Fernandez, che colpisce due piccioni con una fava, l’assenza del Primo Ministro e i tagli scellerati del governo, oltre che lo spreco di denaro pubblico. Dal suo account tuona: “Calabria sott’acqua, Renzi non si vede. Con la spending review aveva tagliato gli aeroporti perciò non c’è dove far atterrare l’Air Force Renzie’s (clicca qui per la cartolina)”. La seconda porta ancora la firma di Gianni Macheda: “Sarebbe un’opportunità per Renzi venire adesso nella Calabria flagellata dal maltempo: magari direbbe “Stai sereno” e smetterebbe di piovere (clicca qui per la cartolina). Poi, l’immancabile perla amara sul binomio sud e disoccupazione, a firma di Gigi Luigi: “Emergenza maltempo in calabria, dopo l’alluvione si spala il fango. Finalmente un po’ di lavoro al sud (clicca qui per la cartolina)”.

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Ma si sa, mal comune è mezzo gaudio, ed è per questo che le sciagure in riva allo Stretto non possono prescindere una dall’altra. Pertanto Donlione si chiede: “Calabria sotto l’acqua. Che sia quella che manca a Messina? (clicca qui per la cartolina)”, mentre Daniela Perri profettizza tragicamente: “Distrutta la costa ionica e del reggino. Se continua così il ponte unirà la Sicilia alla Basilicata (clicca qui per la cartolina)”. L’insolita coppia satirica Lagatta – Filia riserva il vetriolo per le parole del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Delrio: «In dieci giorni ricostruiremo le ferrovia in Calabria». Con questi neanche le promesse arrivano in orario (clicca qui per la cartolina)”.

Chiude la carrellata l’altro fondatore, il reggino Luigi Manglaviti, che ha riunito il tutto in un unico link “Mala tempora Brutia” aggiungendo i passaggi fondamentali del discorso di Delrio, con tanto di “soppressatirica” traduzione. Che, per carità, non ha la pretesa di sostituirsi all’utilità di chi spazza via dolore e fango, ma unicamente di alleggerire il momento di sconforto con un sorriso. Seppur amaro.