CROLLANO LE CERTEZZE A PLATÌ/ La farsa del PD e l'incognita Anna Rita Leonardi

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CROLLANO LE CERTEZZE A PLATÌ/ La farsa del PD e l'incognita Anna Rita Leonardi

Pubblicato su La Spia Press

Da quando Mario Oliverio e compagni hanno piantato bandiera, Platì pare destinata a non avere pace. La cittadina dell’Aspromonte, infatti, già provata da tre scioglimenti per mafia in dodici anni, dal maggio scorso funge ormai da riflettore a una politica spicciola che si presta più alle patinate pagine di gossip che alle colonne di un quotidiano di cronaca politica.

Tutto ha inizio dalla corsa per le elezioni comunali andata deserta: nessuno ha avuto il coraggio di presentare una lista. L’urlo di disappunto dei platiesi giunge sino agli scranni della Regione, dove il Pd ha immediatamente colto l’occasione per farsi pubblicità. La deputata Enza Bruno Bossio ed il segretario regionale Ernesto Magorno sfidano (per finta) la ‘ndrangheta e si candidano.

Ma i termini per la presentazione delle liste sono scaduti già da due giorni.

Poco male. Il caso vede la ribalta nazionale e l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Si affaccia sulla scena una giovanissima Anna Rita Leonardi, reggina, 30 anni, in politica da quando ne aveva 14, eletta nell’assemblea regionale del Pd nell’area di Massimo Canale ma improvvisamente tifosa sfegatata di Matteo Renzi.

La Leonardi, malgrado le schermaglie dialettiche, non potrà certo negare di essere a libro paga Piddì, risultante da un bel contratto di collaborazione con il parlamentare Luigi Lacquaniti. «Mi candido io a sindaco di Platì», tuona dalle stanze della sala parrocchiale che, per qualche settimana, diventa la sede dei paladini del Pd che vogliono riportare la giustizia in una  città abbandonata a sé stessa.

I giorni seguenti sono una escalation di popolarità. Tutti i quotidiani nazionali riportano la notizia e le ospitate in radio e in tv non si contano più. La giovane parla di Platì come se fosse una città della Svizzera e, soprattutto, di lei come sindaco in pectore. Probabilmente, insieme agli altri componenti del Piddì, ignora sostanzialmente due cose.

La prima è la vendita della pelle dell’orso prima di averlo ammazzato, la Calabria continua a morire di ‘ndrangheta laddove i riflettori sono spenti. Il comune di Platì non è il solo ad essere commissariato per mafia, ma negli altri posti il Pd non ci è neanche passato. I platiesi sanno benissimo di essere un mezzo e non un fine.

La seconda è che in queste settimane sono sempre più forti i rumors che vorrebbero la nascita di altre liste, con nomi più o meno noti. Di certo i platiesi hanno avuto un sussulto d’orgoglio e il clima fiabesco dei primi tempi sembra aver ceduto il posto a una maggiore lucidità e presa di coscienza.

La prima battuta d’arresto del percorso politico platiese della Leonardi, arriva all’indomani dello scandalo scoppiato con l’inchiesta “Erga Omnes“. Molti dei volti che avevano sfilato al suo fianco in nome della legalità, vengono raggiunti da misure cautelative. 

Nino De Gaetano viene posto agli arresti domiciliari, a Nicola Adamo viene imposto il divieto di dimora in Calabria, mentre alla restante giunta regionale di Oliverio sono posti sotto  sequestro beni per centinaia di migliaia di euro. I titoli dei più noti quotidiani, che ironizzano su coloro che dovevano salvare Platì dalla mafia, sembra una rassegnba stampa satirica. Il colpo è duro da digerire, ma maggio 2016 è alle porte e si prosegue come se niente fosse minimizzando l’accaduto come un banale incidente di percorso.

Ma in queste ore la cittadina si trova nuovamente a fare i conti con gli eccessi e l’egocentrismo di un partito alla disperata ricerca di voti e di consensi. La stampa non ha gradito il siparietto sul palco della Leopolda, dove il Premier Matteo Renzi, ha quasi benedetto la giovane politica, rinnovandole sostegno e vicinanza.

La renziana incoronazione ha suscitato l’indignazione degli molti amministratori della Locride e senza mezzi termini parlano di mera speculazione, generando una vera e propria caccia alle streghe che ha investito in pieno la giovane candidata a sindaco.

La lotta alla mafia, dicono, è un’altra cosa, necessita di azioni mirate e di un programma, che al momento non c’è, ha bisogno di maggiore discrezione e meno egocentrismo, il quale, inevitabilmente, mina una credibilità già fortemente messa a dura prova dall’appartenenza ad un partito che fa acqua, e figuracce, da tutte le parti. La Leonardi, dal canto suo, prova a reagire agli insulti e a zittire le malelingue con una risposta pubblica in cui,  scrive:

 “Sono orgogliosa della vicinanza del premier Renzi e del mio partito, sono orgogliosa dell’affetto che ricevo ogni secondo da quella comunità. Una comunità di persone semplici, che hanno visto in me ciò che io ho visto in loro: la voglia di sperare e di progettare un futuro”.

Ma la strada che potrebbe condurla all’ambita poltrona, è ancora lunga e tutta in salita soprattutto dopo l’ultimo, ennesimo affondo: il circolo del Piddì, inaugurato solo pochi mesi fa, chiude i battenti. Pare che a Platì non abbia mai distribuito le tessere di partito e mai organizzato alcun congresso. E forse la voglia dei platiesi di sperare e di progettare un futuro con la Leonardi comincia a scricchiolare?