Chi era davvero Rino Gaetano? Il ricordo commosso dell'amico Mimì Messina

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(Nella foto di copertina, Rino Gaetano in una rara immagine privata dell’epoca)

Pubblicato su La Spia Press

31 ottobre 2015, Teatro Ghione, Roma. David Gramiccioli, giornalista e interprete del teatro di inchiesta, recita nell’ultimo appuntamento dell’anno del fortunato spettacolo “Avrei voluto un amico come lui”, che si trasforma in una riflessione profonda sulle presunte rivelazioni celate nelle canzoni di Rino Gaetano, intramontabile ed eclettico cantautore calabrese.

Gramiccioli non crede alla teoria complottista secondo cui Gaetano avrebbe perso la vita nella notte del 2 giugno del 1980 a seguito di un incidente automobilistico inscenato, ma è anch’egli fortemente convinto che qualcuno avrebbe voluto che smettesse di cantare. E di mandare messaggi occulti. Informazioni apparentemente prive di fondamento che con il tempo, invece, hanno trovato riscontro nella realtà. Come ad esempio il verso contenuto nel brano “Nuntereggaepiù , in cui il reuccio del nonsense a un certo punto canta: “Dc dc dc dc. Cazzaniga”. Nessuno sa chi o cosa fosse “Cazzaniga”, se fosse il nome di qualcuno, una parola dialettale o buttata lì a caso. Solo che 5 anni dopo la sua morte si scopre che Vincenzo Cazzaniga, ex presidente in Italia della Esso, avrebbe finanziato l’allora potente e corrotta Dc.

La sala è gremita. Ci sono anche il nipote di Rino Gaetano, Alessandro, figlio della sorella Anna, il suo chitarrista, Bruno Mautone, autore del libro scandalo “La tragica scomparsa di un eroe” e Franco Pontecorvi, tra gli amici più cari del cantante. Seduto tra la folla, c’è anche Domenico Messina, detto Mimì, che con Gaetano, insieme a Franco Pontecorvi, aveva mangiato fino a due giorni prima del decesso, che da quando lo aveva ritrovato lo aveva seguito in tutti i concerti, in tutti i ristoranti, in tutte le avventure. Che decide di raccontare un Rino Gaetano inedito ed estremamente lontano anni luce dal personaggio talvolta eccessivo e sopra le righe raccontato negli anni dopo la sua morte. E implora tutti di smetterla con queste presunte teorie strampalate. Rino Gaetano è morto in un incidente come tanti, purtroppo, ne accadono ogni giorno. Non aveva legami con la massoneria o i Servizio Segreti, non aveva informatori personali, e le sue canzoni erano il frutto di approfondite letture dei quotidiani. Mai, neppure 48 ore prima della sua morte, aveva avuto il sentore che stesse per accadergli qualcosa, nessun turbamento, nessuna velata minaccia. Nessuna rivelazione nei suoi testi. Niente di niente. Solo un destino beffardo che ha contribuito alla mitizzazione di un artista assolutamente normale. Come succede a chi muore troppo presto, senza lasciare spazio alla rassegnazione. Fatti e testimonianze, però racconterebbero altro. Bruno Mautone, il cui libro è ai vertici delle classifiche delle vendite on line da ormai due anni, annuncia la pubblicazione di documenti shock per l’uscita del secondo libro, prevista per la primavera.