Capt di Praia a Mare, il disegno politico è compiuto

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Capt di Praia a Mare, il disegno politico è compiuto

Pubblicato su La Spia Press

30 dicembre 2015, piazzale della Casa della Salute di Praia a Mare. Attorno a quell’imponente struttura di cemento, laddove una volta sorgeva l’ospedale civile, ora sembra esserci fin troppa calma. La data particolare o un auspicabile benessere generale sembrano, però, non trovare riscontro tra le cause.

Il presidio, tra i 18 riconvertiti dal Piano di Rientro Sanitario Regionale della Calabria, è ormai da anni al centro di infuocate polemiche e atroci sospetti, che si sono inaspriti ancor di più nelle ultime settimane, quando i Commissari ad Acta nominati dal giudice del Consiglio di Stato, massimo grado di giustizia amministrativa, hanno inspiegabilmente rassegnato le dimissioni prima di poter eseguire la sentenza con la quale si ordinava la riattivazione delle attività ospedaliere. Sembrerebbe che alla base ci sia una bagarre politico-affaristica dettata da logiche milionarie e clientelari, finalizzata alla drastica riduzione delle prestazioni mediche elargite nella Casa della Salute per favorire le prestazioni della sanità privata.

Pare anche che le ferite dei piccoli interventi ambulatoriali eseguiti negli ospedali pubblici e nel Capt di Praia a Mare, siano, di norma, curate negli studi medici privati, con offerte “volontarie” fino  a 50 euro a disinfezione. E senza fattura. Andrebbe ancora peggio ad alcuni malati oncologici che verrebbero curati a casa propria, dove le “donazioni” salirebbero anche a svariate centinaia di euro. 

Ma, nel corsi degli anni, le segnalazioni di comportamenti scorretti riconducibili a una chiara volontà di decimare le prestazioni nella Casa della Salute praiese sono state molteplici, molte delle quali inviate alle Procure preposte tramite esposti e denunce. 

Ad oggi, ancora, nessuno è stato chiamato a rispondere delle accuse. E, così, anche una sentenza del Consiglio di Stato diventa clamorosamente carta straccia, tra il vergognoso silenzio delle istituzioni regionali e le finte battaglie di certa politica accomodante e amica degli affari.