San Sosti, Francesca Immacolata Chaouqui: "In curia pregano per il Papa morto"

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Pubblicato su La Spia Press

L’entrata di Francesca Immacolata Chaouqui al Symposium, piccolo locale di famiglia, è trionfale. Mentre due guardie del corpo l’accompagnano nel tragitto di nemmeno dieci metri e la claque sansostese presente in sala l’acclama come fosse una star, lei regala pose da diva a favore di telecamere, mostrando una sicurezza che si sgretola non appena prende la parola.

Ma ad aprire la conferenza stampa è una consigliere comunale di San Sosti. Esprime alla Chouqui la sua vicinanza e la dipinge come un’anima libera che, nonostante abbia spiccato il volo, è rimasta sempre la stessa ragazzina che sfrecciava sui pattini per le vie cittadine di molti anni fa. E poi giù con la solita tiritera: “Ci tenevo a sottolineare che non siamo come ci hanno dipinto i giornali. Non siamo una cittadina isolata e arretrata, abbiamo tante risorse e i sansostesi non sono dei pettegoli”. Poi continua per lunghi minuti con un elenco di cose belle da visitare e da scoprire, ma che poco hanno a che fare con le motivazioni che hanno spinto l’ormai nota Pr ad incontrare i giornalisti, ovvero, ribadire la sua estraneità alle accuse che la vorrebbero complice di Monsignor Balda nella diffusione di materiale riservato del Vaticano, finito poi nei libri “Via Crucis” e “Avarizia“, dei giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi.

Ma nonostante due ore e più di arringa difensiva, La Chouqui non dice nulla di nuovo. Ribadisce di essere innocente, lo fa divulgando il contenuto di una mail risalente all’aprile del 2014, che riferisce essere agli atti, in cui dice a un Cardinale che l’incarico ottenuto presso la Santa Sede sarebbe stato l’ultimo. Sorprendentemente non attacca il suo accusatore ma lo difende: nonostante riferisca di una incerta sanità mentale di Monsignor Balda, dice che avrebbe consegnato i documenti ai giornalisti per denunciare la mancata attuazione delle riforme che avrebbero dovuto cambiare la Chiesa. Difende anche Papa Bergoglio, che sarebbe stato informato male, difende anche la Gendarmeria che ha condotto le indagini e l’ha arrestata e se la prende con quei pochi scellerati che vorrebbero la morte del Santo Padre per arrestare la sua rivoluzione e quella di coloro che l’hanno aiutato a metterla in atto. In più, sulla Chouqui graverebbe la colpa di essere giovane e donna. A qualcuno, dice, non è andato giù. A lei invece non vanno giù le domande dei giornalisti, a cui, nonostante risponda con educazione, si rivolge spesso con astio, soprattutto quando le domande sono un po’ scomode, ma anche quando le si ricordano, ad esempio, le parole di spregio per la Calabria scritte nella famigerata lettera inviata al Corriere della Sera due anni o le presunte accuse di corruzione al Cardinal Bertone trapelate da alcuni messaggi del 2013 e riportati dalla stampa proprio in questi giorni. Si rischia addirittura la lite quando un cronista le fa notare che sia arrivata da Roma in moto nonostante la sua gravidanza.

L’impressione è che ogni tanto Francesca Immacolata sia in difficoltà, appare chiaro che la scalata sociale sia stata fortemente voluta e che, nonostante sia un’esperta, stia compiendo qualche errore nella comunicazione. Ciò, però, non basta a fare di lei di una corrotta o una traditrice, e nonostante le solite chiacchiere di paese e la propensione giornalistica alla crocifissione, il processo Vatileaks 2 non è ancora riuscito a tirare fuori le prove schiaccianti contro l’indagata, mentre un’Italia bigotta e sessista l’aveva già condannata per aver lasciato un soffocante paesino di provincia e aver cercato una vita migliore, riuscendoci.