SATIRA / Scossa di terremoto in Calabria: è stata la 'ndrangheta

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+++AGENZIA ANSIA, ULTIM’ORA+++

Scossa di terremoto in Calabria: “È stato un avvertimento della ‘ndrangheta“.

Non hanno dubbi gli inquirenti sulla matrice del movimento sussultorio avvenuto qualche ora a Scalea (Cs), comune sciolto per contiguità mafiosa nel gennaio di due anni fa. Inequivocabile, secondo le indagini, la magnitudo: 4.1, che inconsciamente evoca la 6,75 Beretta. Il terremoto avrebbe agito per scoraggiare i primi timidi candidati che si apprestano ad affrontare la prossima tornata elettorale della città che fu di Pasquale Basile, oggi detenuto nell’ambito dell’inchiesta Plinius.

Immediata la reazione delle associazioni antimafia che promettono guerra e pensano già al nome da candidare nella cittadina commissariata in nome della legalità. Dura anche la reazione degli scaleoti e dei praiesi che, in un batter d’occhio, fondano il movimento “Chiuso per terremoto” e fanno sapere: “Non siamo tutti mafiosi”. I giornalisti dei territori coinvolti dalla violenta scossa tellurica sono stati posti immediatamente sotto scorta grazie all’immediato intervento della Procura di Cosenza mentre, nelle stesse ore, giungeva anche la solidarietà del Capo dello Stato. Il Vescovo invita alla calma e ricorda come in questi momenti sia importante unirsi in preghiera, possibilmente invocando la Madonna delle Grazie di Oppido Mamertina.

Anche Matteo Salvini pronto a scendere in campo: “Non è più possibile tollerare che la ‘ndrangheta adesso controlli anche il terremoto in Calabria. Basta con questa distinzione tra nord e sud, sarà la Lega Nord a mettere le mani nel sottosuolo”. Solidarietà anche parte di Tavecchio che, però, nutre qualche dubbio: “La ‘ndrangheta forse ha messo lo zampino, ma sappiamo per certo che in questo momento è in pianta stabile a Locri che buca le ruote delle auto”. Pronto il titolo de La Repubblica: “Zampata di Renzi al terremoto in Calabria: aprirà a Scalea un altro circolo del Pd”.

In una nota diffusa poco fa, il Presidente Mario Oliverio esprime tutto il suo rammarico: “L’informazione libera è fondamentale per la nostra terra. Indiremo un altro bando giornalistico a cazzo quanto prima e già che non abbiamo granché da fare sceglieremo pure un altro fotocinereporter per la Regione Calabria“.

In un primo momento si era pensato che scaleoti e praiesi dovessero passare la notte in una tendopoli allestita nei campi di calcio, ma visto l’alto numero di sfollati si è optato per le cliniche private di Belvedere.