Intervista a Pino Gentile: "La famiglia Gentile non ha interessi nella sanità cosentina"

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Intervista a Pino Gentile:

(Fonte foto: ecodellojonio.it)

Pubblicato su La Spia Press

L’occasione è la serata di beneficenza organizzata ieri sera a Diamante per Telethon. Ci sono mezza giunta calabrese e vari esponenti della politica calabrese, tra cui Franco Laratta e Pino Galati. Mancano il Presidente Mario Oliverio e il Presidente del Consiglio della Regione Calabria Nicola Irto per impegni sopraggiunti all’ultimo minuto. C’è pure l’onorevole Ernesto Magorno, che, però, interpellato più volte interpellato durante la manifestazione per parlare di sanità, rifiuta di rilasciare dichiarazioni. Non ne vuole proprio sentir parlare. Più diplomatico è Ennio Morrone, ex consigliere regionale nell’era Scopelliti e indicato dalla stampa come presunto faccendiere della sanità privata: «E’ vero, sono titolare di diverse cliniche private insieme ai miei figli, ma questo non vuol dire che abbiamo interesse a distruggere la sanità pubblica».  E quando gli si fa notare alcune controversie legate al ruolo della sua famiglia, dice che nei prossimi giorni non avrà problemi a rilasciare un’intervista per fugare ogni dubbio.

Maglio ancora ha fatto Pino Gentile, giunto alla settima legislatura regionale, sulla cui famiglia la stampa ha detto e scritto di tutto. Dai presunti legami con gli uomini ritenuti vicini agli ambienti della ‘ndrangheta, all’incontrastata supremazia su ciò che avviene in tutto il territorio della provincia di Cosenza. Ieri sera sedeva in prima fila accanto a Monsignor Bonanno, il Vescovo che secondo il sito Iacchité nelle scorse settimane sarebbe stato condannato a 20 giorni di carcere, tramutati in una pena pecuniaria di 5mila euro, per aver rivelato notizie riservate. Pino Gentile, dicevamo, accetta di rispondere a domande scomode sulla sanità, anche se, prima di cominciare l’intervista, a telecamere spente avverte che alcuni colleghi giornalisti sono stati destinatari di pesanti querele per aver scritto quelle che lui indica come falsità. E a supporto di tale teoria, dice che una “televisione nazionale” (il riferimento è a La7, ndr), è stata addirittura rimandata a giudizio in questi giorni per un servizio in cui lui e suo fratello erano finiti al centro di una inchiesta giornalistica in cui si raccontava di sanità privata, interessi personali e legami con la malavita organizzata. Un avvertimento dai toni educati per mettere subito in chiaro che in casa Gentile accuse e affronti non sono graditi. Ecco cosa ha detto nell’intervista.