Alto Tirreno cosentino / Filomena Torrano: "Almeno 60 le logge massoniche sul territorio"

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Pubblicato su La Spia Press

Sono più di 60 le logge massoniche sparse su tutto l’alto Tirreno cosentino, ma il numero è sicuramente destinato ad aumentare. L’apertura di una nuova sede, infatti, risale solo a poche settimane fa. Lo rivela una delle appartenenti, Filomena Torrano, adepta massone e martinista, nell’ambito di un’intervista in cui prova a sfatare miti, pregiudizi e credenze sulla massoneria, che spaziano, comunemente, dalla costituzione di un nuovo Ordine Mondiale all’adorazione di satana, in barba agli sbandierati principi di pace e fratellanza.

Ma secondo la testimonianza della donna, invece, rispetto per il prossimo e reciproca assistenza sarebbero realmente alla base della massoneria riconosciuta, quella autentica, quella che, a suo dire, si starebbe allargando a macchia d’olio sull’alto Tirreno facendo incetta di partecipanti di ogni età e ceto sociale, tramite rito di iniziazione, in ognuno dei suoi 18 comuni. In ognuna delle logge, gli iscritti si rapportano con un magistrato delegato che a sua volta dovrà poi rendere conto ad ognuno dei Gran Maestri d’appartenenza, perseguono gli stessi obiettivi e sono legati da vincoli di fratellanza che obbliga all’assistenza senza mai ledere i principi morali etici e religiosi che ogni fratello ha.

Ben diversa, invece, sembrerebbe la realtà della città di Cosenza, dove il numero delle logge massoniche è abnorme, e gli obiettivi di alcune sono decisamente poco nobili. Pare che i partecipanti, più che la conoscenza di sé, abbiano come obiettivo il controllo forzato della società e la conquista del potere, anche interferendo sulle decisioni all’interno degli ambienti che contano. un po’ come avviene anche ai piani alti, altissimi della società. Ma la Torrano dice che la massoneria, quella autentica, ripudia questo genere di devianze, soprattutto in virtù di uno dei suoi principi cardine, ossia il rispetto dell’ordine costituito dallo Stato e le sue leggi.

 

Cos’è e cosa non è la massoneria?

«La massoneria non è una setta segreta. Anzi, non è neppure una setta, è un’associazione legalmente riconosciuta dallo Stato che semmai si prefigge riservatezza. E a proposito di legalità, per entrarvi a farne parte la regola imprescindibile è un casellario giudiziale immacolato. I massoni non sono degli stregoni, è vero, pratichiamo l’esoterismo, ma in realtà il termine deriva dal greco esoterikos e significa interno, che tradotto in consuetudini massoniche significa una profonda conoscenza del sé, o l’insegnamento della dottrina a una ristretta cerchi di discepoli tramite i più svariati fenomeni culturali, come la magia bianca, l’alchimia, le religioni misteriche e gnostiche. Il massone non sarà mai un ateo stupido o un libertino irreligioso questo è basilare, all’interno del tempio vige il principio di uguaglianza.».

Cosa fanno i massoni, cosa perseguono?

«Ci riuniamo a cadenza regolare in posti possibilmente periferici per preservare la riservatezza dei partecipanti, per ricercare la conoscenza di sé stessi e dell’universo in cui viviamo, rispettiamo i valori di unione e fratellanza e usiamo le nostre energie per il bene collettivo. Sono banditi discorsi religiosi, politici e di carattere economico, e in generale ogni aspetto che differisce dai suddetti principi e cerchiamo di vivere secondo una morale che si addice a un buon cittadino. Altrimenti veniamo letteralmente sbattuti fuori».

Le logge massoniche sono tutte uguali?

«La risposta è no. Intanto ci sono due filoni principali di appartenenza e sono il GOI, Grande Oriente d’Italia, e la Gran Loggia d’Italia, che, un po’ come succede nelle religioni, seppur in modi e con metodi diversi, perseguono le stesse finalità».

Cos’è la massoneria deviata? 

«E’, come dice la parola stessa, una forma di massoneria che però assume forme deviate e che la massoneria stessa ripudia. L’esempio più noto è la famigerata *P2»

*Loggia massonica segreta implicata nelle maggiori stragi italiane. Tra i suoi iscritti annoverava anche Maurizio Costanzo e il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, entrambi successivamente pentiti della scelta, ma anche Silvio Berlusconi e altri mille e più nomi di spicco della storia del nostro Paese, per oltre 30 anni asserviti alla corte del Maestro Venerabile Licio Gelli (nota della Redazione).

Chi può entrare nella massoneria?

«In teoria tutti, perché al di là della regola ferrea sul casellario giudiziale, non ci sono criteri circa professioni, titolo di studio o ceto sociale. In pratica entrano, e soprattutto rimangono, le persone affidabili e inclini alla riservatezza e che non hanno un secondo fine. Pertanto, se nelle piccole logge è sufficiente fare richiesta tramite il sito e sostenere un colloquio con il Gran Maestro, in quelle più estese è necessaria la segnalazione di un appartenente e l’approvazione di tutti gli iscritti».

Quanti gradi ci sono in massoneria? E come si accede? 

«Dipende dall’obbedienza d’appartenenza. Per esempio, in quelle piccole, come quelle sulla costa tirrenica, ci sono solo tre gradi, mentre in generale la carriera massonica si compone di 33 gradi. Il passaggio dei gradi avviene sia per questioni temporali che per meriti».

E’ vero che al 30° grado si viene a conoscenza di segreti inconfessabili?

«Ad ogni grado ci sono delle rivelazioni ma attingono unicamente alla sfera della conoscenza del sé e dell’universo. Non custodiamo segreti particolari o che riguardano le sorti dell’umanità». 

La donna che ruolo ha nella massoneria? 

«Centrale. Ci sono ancora delle obbedienze a cui la donna non può prendere parte, ma sono una netta minoranza».