TIRRENO COSENTINO / Droga, è allarme consumo di eroina e LSD tra i giovani

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TIRRENO COSENTINO / Droga, è allarme consumo di eroina e LSD tra i giovani

Pubblicati su La Spia Press

Le ultime indagini condotte sull’alto Tirreno cosentino lo avevano rivelato: le costosissime dosi di cocaina, che si aggirano sui 70/80 euro al grammo fino ai 150 di quella purissima, avevano ceduto il passo a droghe più accessibili e ancora più pericolose. Che, come per tutti gli stupefacenti, se associate all’assunzione di alcool possono provocare la morte, o, nella migliore delle ipotesi, danni cerebrali permanenti.

Nella costa, sempre più spacciatori vengono trovati in possesso di dosi massicce di eroina, potente sedativo che costa meno della metà della polvere bianca, destinate a clienti di ogni età e qualsiasi ceto sociale. E, ora, pare, stia dilagando tra i giovanissimi anche il consumo di LSD, miscuglio chimico di eccitanti e allucinogeni, le cui dosi si trovano sul mercato anche a meno di 20 euro e che si assumono tenendo sulla lingua dei piccoli cartoncini imbevuti di sostanza. Il quadro è raccapricciante.

L’allarme arriva direttamente dalla testimonianza di due ragazzini che, con molta preoccupazione, raccontano come il triste fenomeno che pare stia fortemente minando il futuro delle nuove, nuovissime generazioni altotirreniche. «Ho visto amici – racconta uno dei due -, diventarne dipendenti e chiudersi in camera per ore e ore, lasciando il mondo fuori. Nessuno contatto, nessuna attività, vivono come i vegetali». Quelli più “furbi” invece, come si autodefiniscono, si sballerebbero solo di tanto in tanto, e precisamente durante i party organizzati tra adolescenti che, invece di goliardie e musica, come avveniva in tempo più remoti, hanno letteralmente ceduto il posto ad alcool e droga. «Succede che a volte qualcuno perde conoscenza, sembra morto – continua il racconto -, però ci dicono che non possiamo chiamare i soccorsi perché si verrebbe scoperti, e addio divertimento».

Lo spaccio di droga sull’alto Tirreno cosentino è da sempre una grossa piaga, ma fino a qualche tempo addietro le regole non scritte della criminalità organizzata impedivano agli spacciatori di vendere dosi ai ragazzini. Oggi, invece, è cambiato anche il sistema del traffico di droga, e lo spaccio, ormai incontrollato, passa anche da trafficanti di paese che si procurano da soli la merce recandosi nelle grandi città del sud, come Napoli e Cosenza.

Secondo i due ragazzini i loro compagni non avrebbero difficoltà a procurarsi i soldi per l’acquisto di droga, che, tranne per qualche caso isolato, sarebbero ceduti senza troppi fronzoli né troppe domande dagli stessi genitori. I motivi per cui lo fanno sono gli stessi che li accomunano a tutti gli altri coetanei dello Stivale che, prima ancora delle sigarette, provano l’ebbrezza degli allucinogeni. Lo fanno per curiosità, lo fanno perché rincorrono un’ideale di libertà che sconfina troppo spesso nel libertinaggio e nella scelleratezza, ma principalmente perché si annoiano. Hanno tutto e si sentono vuoti. Ma qui, in questo angolo di Paradiso martoriato dall’abbandono istituzionale e dall’arretratezza mentale, gravano anche una radicata cultura mafiosa che le forze dell’ordine del territorio, tutti i giorni, provano a sgominare mettendo a segno arresti eccellenti e controlli a tappeto.

Evidentemente non basta. L’educazione alla legalità, nelle famiglie e nelle scuole, è ancora troppo spesso una sconosciuta. E non c’è da meravigliarsi se proprio i luoghi entro i quali i ragazzi dovrebbero imparare nozioni fondamentali, sono gli stessi che usano per drogarsi. «Qui la droga circola ovunque, a volte anche tra i banchi di scuola – denunciano i due -. Ma principalmente la consumano nei locali e nelle feste organizzate di tanto in tanto negli appartamenti». Che comunque non subiscono mai nessuna incursione, neppure da parte dei genitori. Anche quando i partecipanti hanno solo 15 anni.

«Ce n’è qualcuna in programma nelle prossime settimane?», chiediamo. Annuiscono entrambi, ma guardandosi begli occhi ci fanno capire che non vogliono dire quando. Per paura che se rovinassero la festa a qualcuno, potrebbero subire anche delle ritorsioni. Questo è quanto.