Attori dimenticati, Salvatore Puntillo rimpiange l'affetto della sua Calabria

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Attori dimenticati, Salvatore Puntillo rimpiange l'affetto della sua Calabria

(Fonte foto:dal web)

Pubblicato su La Spia Press

Anche se la sua amata Calabria pare essersene dimenticata, Salvatore Puntillo è tra i suoi figli migliori, un attore straordinario che per decenni ha onorato la sua terra incassando numerosi successi e riconoscimenti.

Salvatore Puntillo nasceva 81 anni fa a Rende, città alle porte di Cosenza, dove invece studia e cresce. Successivamente si trasferisce nella Capitale per frequentare la prestigiosa Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e dedicarsi completamente al dorato mondo dello spettacolo. Gli inizi sono faticosi e difficili, i primi anni a Roma sono duri come per chi aspetta e spera invano di realizzare un sogno troppo grande che ha invaso cuore e mente. Ma, alla fine, la sua caparbietà e il suo costante impegno vengono ampiamente ripagati.

Con i suoi oltre 50 film all’attivo, Puntillo è una colonna del cinema italiano. Il suo curriculum annovera ogni tipo di pellicola, dalla commedia sexy ai polizieschi, passando finanche dal genere horror. Esordisce negli anni ’60 nel film “Marco Polo” e sin da subito, pur dimostrando una versatilità che lo ha visto calarsi nei panni dei personaggi più disparati, si fa strada come attore caratterista.

Quando nei primi anni ’70 Dario Argento lo vuole in “Profondo rosso” ha già calcato una dozzina di set e altrettanti lo separano dalla proiezione de “Il Giudice ragazzino”, pellicola pluripremiata che racconta la vita di Rosario Livatino, il giudice del Tribunale di Agrigento ucciso a 38 anni dalla organizzazione mafiosa detta Stidda agrigentina, al tempo in netto contrasto con la cupola di Cosa Nostra. Per la televisione gira, tra gli altri, “Joe Petrosino”, “Signora Ava”, “Classe di Ferro” e “Il Giorno della Shoah”, anche se il suo grande amore, come ogni grande attore che si rispetti, è e rimane il teatro. In occasione del cinqucentenario della morte di San Francesco di Paola, ha recitato in “Francesco e il Re”, diretto dal compianto Vincenzo Ziccarelli. Oggi coltiva la passione per la recitazione interpretando i testi agli studenti che frequentano la Casa dell’AviatoreCircolo Ufficiale dell’Aeronautica Militare.

Ma non gli basta. Salvatore Puntillo ha ancora voglia di mettersi in discussione, rigenerarsi, rimettersi in discussione e vivere altre vite. Vuole tornare su un palco, e perché no, su un nuovo, importante set cinematografico. A 82 anni viaggia alla velocità di un progetto al minuto. E’ un fiume in piena, parla dei bei tempi andati ma sopratutto di ciò che sarà il futuro, non si rassegna al tempo che passa, che con lui sembra aver fallito miseramente. Nonostante gli acciacchi di salute che ogni tanto provano, con scarsi risultati, a metterlo ko. E con lo stesso entusiasmo di un ragazzino alle prime armi, snocciola appuntamenti improrogabili con amici e colleghi con i quali sta gettando le basi, dice, per un nuovo, sicuro successo.

Per il resto ha un solo rammarico. La sua gente da tempo ha smesso di acclamarlo relegandolo ai meandri del dimenticatoio. Per lui neanche più una targa alla carriera, una manifestazione d’affetto, un sussulto di orgoglio. Niente.  Come se il suo ricordo fosse stato spazzato via. E per chi la Calabria non hai smesso di amarla un solo istante, è un peso sul cuore che grava come un macigno.