COMUNALI A PLATÌ / Chi è Rosario Sergi, "disturbatore" della Leonardi e probabile avversario politico?

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COMUNALI A PLATÌ / Chi è Rosario Sergi,

(Nella foto: Rosario Sergi. Fonte foto: dal web)

Pubblicato su La Spia Press

A poco più di tre mesi dalle tanto agognate elezioni amministrative, a Platì si scaldano i motori, ma, com’era prevedibile, anche le persone, tanto da offuscare la bellezza del prepotente ritorno alla democrazia nella vallata della Locride che per anni ha subito un disastroso abbandono istituzionale.

Tra gli animi infuocati di questa sempre più infuocata campagna elettorale, c’è sicuramente Rosario Sergi, platiese, veterano della politica locale di matrice repubblicana che, per l’occasione, si è calato nelle vesti di “disturbatore” ai danni dell’unica candidata ufficiale: la renziana Anna Rita Leonardi.

Una debordante campagna denigratoria messa in piedi per screditare la 30enne reggina, quella di Sergi, che si è avvalso di finti scoop, come la bufala del passo indietro del segretario nazionale Matteo Renzi, e di biechi e incomprensibili attacchi, come in occasione dell’incontro della Leonardi con il magistrato Federico Cafiero De Raho.

Anna Rita Leonardi, avrebbe avuto il torto di sottoporre all’attenzione del Procuratore i nominativi dei candidati componenti chiedendone la verifica dei requisiti morali, al fine di garantire onestà e trasparenza.

«Non vogliamo uno stato di Polizia», ha tuonato Sergi nel gruppo facebook “Una voce per Platì”, che non riesce proprio a sopportare l’idea di una Magistratura che passi ai raggi x candidati e aspiranti tali.

Chi conosce il focoso platiese sa bene che l’irruenza sembra sia l’unico modo che conosca per fare politica. Non una presentazione di un programma elettorale, un progetto, un’idea, ma il solo tentativo di distruzione dell’avversario politico. Che, se non si avessero “scheletri nell’armadio” potrebbe, forse, funzionare.

Ma non sembra che Sergi non ne abbia. 

Infatti, cliccando il suo nome sui motori di ricerca il web racconta una storia politica fitta di sconfitte e controversie.

Nel 2009 Rosario Sergi si candida a sindaco per Platì con la lista “Platì Cirella per ripartire insieme”, ma viene sconfitto da Michele Strangio, che ottiene il 69% e più del doppio delle preferenze.

Dopo la breve esperienza come consigliere d’opposizione (il sindaco Strangio è rimasto in carica solo 200 giorni prima di dimettersi) Rosario Sergi ci riprova aderendo al movimento politico “Liberi di ricominciare“. E’ tra i componenti del Consiglio Direttivo. Nel settembre 2014, il partito candida a sindaco di Reggio Calabria il Presidente Paolo Ferrara, che ottiene un risicato 3,17% nonostante la coalizione di ben 5 liste. Nel maggio del 2015, per la corsa alle comunali di San Luca (RC), “Liberi di ricominciare”, nato proprio qui nel giugno del 2013 grazie al supporto di un magistrato, il dott. Romano De Grazia (“padre” della legge Lazzati, che impone il divieto di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misura di prevenzione per reati di mafia, ndr) riesce a fare di peggio. Nonostante sia l’unica, la lista si ferma  al 43,09% dei consensi. Niente quorum per Peppe Trimboli, elezioni da rifare.

Ma, seppur di poco, occorre fare un passo indietro. Alla fine di settembre del 2014, il movimento di Paolo Ferrara, e quindi l’intero consiglio direttivo, fa esattamente ciò che oggi si contesta ad Anna Rita Leonardi. L’allora aspirante sindaco di Reggio, in occasione della conferenza stampa per la comunicazione ufficiale della candidatura, dichiara: “Raccolgo in positivo l’appello del Procuratore Capo Federico Cafiero de Raho per evitare rischi di condizionamenti per l’espressione di voto, abbiamo deciso di trasmettere nei prossimi giorni, direttamente alla Procura, le nostre liste per una preventiva valutazione. Invito tutte le forze civiche e politiche a fare altrettanto. Prevenire è meglio che curare. Reggio ha bisogno di tutto fuorché di un ennesimo commissariamento”.

E allora, perché non farlo per Platì? E perché usare tale pretesto per infangare l’avversario politico? D’altronde Sergi, ospite in tv da Ugo Floro qualche settimana addietro, dimostra di avere poche idee, ma molto confuse. In “Fuori in 30 minuti”, non parla chiaramente di una sua candidatura, ma lascia intendere che comunque prenderà parte, nel modo nell’altro, alla prossima tornata elettorale. Sarebbe pronto, dice in un primo momento, anche a un eventuale supporto alla candidata del Pd. Senza che la Leonardi ne sapesse alcunché. Ad ogni modo sottolinea di avere ancora alle spalle il suo movimento politico. Ma, considerato che dopo la sonora sconfitta a San Luca sembrava essere sparito dai radar, “Liberi di ricominciare”, ci si chiede, esiste ancora?

Ebbene. Per appurarlo lo abbiamo chiesto a uno dei soci fondatori nonché ex segretario, il dott. Antonio Sapone, il quale, però, parla a stento di quell’esperienza. Si limita a dire che lo ha lasciato più di un anno fa e che Sergi è un onesto lavoratore che ha sempre mostrato interesse per la politica.

Ma, non volendo, offre l’ennesimo spunto per dubitare sulla credibilità politica dell’assicuratore di Platì. Di “liberi di ricominciare”, infatti, sarebbe rimasto ben poco. Quasi tutti i componenti del direttivo sarebbero emigrati verso altri lidi portandosi dietro folte schiere di sostenitori. Le nuove costole politiche sarebbero due: il Movimento Autonomo Popolare e il movimento social democratico «alle porte della sinistra» presieduto proprio da Sapone e vicino all’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Falcomatà. A conti fatti, il partito avrebbe una base che conta, ad essere generosi, qualche decina di simpatizzanti.

E dunque, chi è davvero Rosario Sergi?