Regione Calabria, uno stipendificio clientelare organizzato dal presidente Oliverio per i suoi amici.

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Pubblicato su La Spia Press

Far rimpiangere Giuseppe Scopelliti alla guida della Regione Calabria era impresa assai ardua, eppure Mario Oliverio e i suoi, che dovevano cancellare quattro anni di scandali e imbarazzi istituzionali del predecessore, ci sono riusciti a tempo di record. Altroché. L’arresto dell’assessore Nino De Gaetano, fortemente voluto in giunta dal Presidente, su tutti.

Esattamente come chi li ha preceduti, poltrone, poltroncine e strapuntini sono stati assegnati ad amici e amici degli amici, insomma al cerchio magico targato Oliverio. Qualcuno le occupa anche tutte e tre, qualcun altro arriva a stipendi che vanno dai 40 mila ai 60 mila euro l’anno per compiti non meglio specificati. Poi invece c’è chi arraffa “solo” 20 mila per compiti che probabilmente non svolge affatto. O, evidentemente, svolge male.

Fatto sta che a un anno e mezzo dalle elezioni regionali, Oliverio continua a barcamenarsi tra la distribuzione di incarichi ed assunzioni ad hoc. Tutto a spese di quei quasi 2 milioni di cittadini calabresi che ogni giorno si vedono privati dei propri diritti nella più becera indifferenza istituzionale.

Proprio come avvenne per i nomi del rimpasto di giunta dello scorso luglio, che doveva essere un assessorato tecnico super partes, anche per la composizione delle strutture il criterio di collaborazione è l’appartenenza al PD. Che non sia di area renziana, però, altrimenti si rischia di lavorare anche per mesi gratis e senza contratto. E senza neanche spiegazioni.

Una sorta di selezione naturale tra renziani e non, che, ancora una volta, mette in evidenza la scissione interna al partito. In Calabria più che altrove. Dalle stanze di Palazzo Alemanni, infatti, è tutto un concitarsi di nomine assegnate all’area oliveriana. Anzi da Oliverio in persona.

Secondo alcune indiscrezioni, infatti, negli ultimi giorni il Presidente avrebbe aggiunto, al suo già corposo staff, altri volti noti del PD calabrese. Si Tratterebbe di: Anna Pittelli, già nell’assemblea nazionale del partito, in passato politicamente vicina ad Alfredo D’Attorre, compagna di Luigi Guglielmelli, l’avvocato cosentino il cui incarico del settembre scorso nella struttura dell’assessore Federica Roccisano, era finito al centro di aspre polemiche e nell’esposto presentato da Maria Grazia Messineo. La dirigente Regionale del Pd aveva evidenziato l’incompatibilità tra il ruolo di segretario particolare per l’assessore al Lavoro e quello assunto in precedenza di presidente della Federazione provinciale del PD. Alle scorse elezioni comunali tenutesi nella città di Davoli (CZ), la Pittelli era andata a un soffio dalla candidatura a sindaco, sostenuta dai Giovani Democratici; Tania Ruffa, una dei componenti della direzione nazionale dei Giovani Democratici ed ex segretaria del Consigliere regionale Michele Mirabello, chiaramente del PD; Adriana Amodio, segretaria cittadina a Sant’Agata D’Esaro, manco a dirlo, del PD.