Calabria, approvato il Registro Tumori, Rizzo: “La battaglia non si fermerà”

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Nel giorno in cui a Paola si discuteva dell’approvazione del Registro tumori, avvenuta lo scorso 8 febbraio, e si omaggiava la sua più fervida sostenitrice, la comunità perdeva un altro figlio, l’ennesimo, per uno di quei mali che stanno devastando gran parte del territorio dell’alto Tirreno cosentino. Nella città di San Francesco, come si è ribadito ieri pomeriggio durante il convegno, il numero dei decessi provocati dal cancro in età compresa tra i 20 e i 30 anni è quattro volte la media nazionale. Ma qualcuno, nelle stesse ore, ha preferito omaggiare l’arrivo di Miss Italia, poche centinaia di metri più in là.

Sono stati in tanti, invece, quelli che hanno scelto di partecipare all’importante manifestazione, oltre un centinaio di persone, dicono gli organizzatori.

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Quando comincia il racconto della storia della famiglia Politano, letteralmente sterminata dal cancro all’utero e alla prostata, la commozione si tocca con mano. L’assessore regionale con delega all’Ambiente, Antonella Rizzo, fautrice della legge sull’istituzione del Registro tumori, donna e madre, continua ad ascoltare con interesse due ore di dibattito prima di fornire il suo prezioso contributo rispondendo a dubbi e domande. Ma prima prendono la parola l’avvocato Emilio Pastore, Presidente di “Prospettiva comune“, la professoressa Mariolina Roberti dell’associazione “Brave ragazze” e il consigliere regionale, nonché Presidente della Commissione Ambiente, Mimmo Bevacqua. Sono tutti d’accordo: la guerra contro veleni e omertà si vince rimanendo uniti e soprattutto denunciando. Per questo Pastore, pochi minuti più tardi, consegna la meritatissima targa all’unica superstite di casa Politano.

Si sono registrati anche numerosi interventi da parte del pubblico e dei rappresentanti politici presenti, che, per un giorno, hanno accantonato l’appartenenza al partito e abbracciando la causa senza esitazioni.

Ad ogni modo, protagoniste della serata sono le emozioni. Dopo il ricordo straziante di Antonella degli anni bui, irrompono in sala due messaggi. Il primo è quello di Vincenzo Caminiti, medico dirigente agli ospedali riuniti di Reggio Calabria e presidente di “Reggio non tace“, il movimento che ha affiancato la Politano nella battaglia della raccolta delle firme. Scusandosi per l’assenza, scrive, tra le altre cose: “E’ sconcertante che tutti gli sforzi siano comunque sempre e soltanto volti alla ricerca di terapie innovative, ma mai alla ricerca delle cause di tali patologie. Gli unici tumori da cui si guarisce nel 100% dei casi e senza sofferenza alcuna sono solo quelli che non si contraggono. La prevenzione primaria attraverso l’istituzione del Registro tumori è la vera lotta a tutte le patologie oncologiche”; il secondo è quello del dirigente scolastico Biondi, che ricorda con nostalgia la bellezza morale e culturale di Anna Maria, una delle sorelle di Antonella, con cui l’uomo aveva lavorato fino alla tragica scomparsa.

L’amarcord continua menzionando i giornalisti Guido Scarpino, Riccardo Giacoia e Attilio Sabato, tra i primi a parlare del caso Politano e fervidi sostenitori nel tempo, e la reggina Manuela Iatì, che nel libro “Non è un Paese per donne”, la cui prefazione è scritta niente meno che da Miriam Mafai, lo descrive in modo magistrale. In alcuni passaggi, le sue parole tolgono il respiro. Un grazie speciale viene rivolto anche e soprattutto a Sabrina Mannarino, legale di Antonella, che con il tempo ha assunto sempre più il ruolo di amica e confidente, fornendo alla sua assistita anche il giusto equilibrio e supporto psicologico.

Nella sala gremita c’erano anche il marito Massimo, al suo fianco da una vita, i figli, Piero e Chicca, le amiche di sempre e le persone più care. Forse è per questo che, quando parla, Antonella ha la voce rotta dall’emozione. Ringrazia tutti i presenti, li ringrazia una, due, tre volte, ma trova la forza di rivolge loro anche disperata preghiera: di unire le forze affinché nessuno possa mai vivere il suo stesso dramma.

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Da sinistra, l’avvocato Emilio Pastore, la professoressa Mariolina Roberti, Francesca Lagatta, l’assessore Antonella Rizzo e il consigliere Mimmo Bevacqua