La D.I.A. indaga sulla presunta influenza della cosca Muto alle ultime amministrative di Santa Domenica Talao

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La D.I.A. indaga sulla presunta influenza della cosca Muto alle ultime amministrative di Santa Domenica Talao

Pubblicato su La Spia Press

“Sono altresì in corso indagini relative alle cointeressenze della criminalità organizzata in ordine al tessuto politico-amministrativo del comune di Santa Domenica Talao. Le indagini sono state avviate a seguito di atti intimidatori, denunciati in concomitanza con le ultime consultazioni elettorali per il rinnovo del consiglio comunale dell’ente locale, ipotizzando l’esistenza di un contesto criminale, contiguo alla cosca di ‘ndrangheta “MUTO“, il quale mediante atti intimidatori, avrebbe realizzato condotte volte ad ottenere il controllo dell’amministrazione comunale anche con propri referenti.”. Così è scritto a pagina 629 dell’ultima relazione annuale redatta dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Santa Domenica Talao (Cs), paesino altotirrenico di circa 1300 abitanti, avrebbe dunque subito l’influenza della cosca cetrarese durante la campagna elettorale della primavera 2014, riuscendo ad inserire all’interno del Municipio alcuni dei tanti, troppi scagnozzi asserviti al leggendario “re del pesce”, alias Franco Muto, capobastone dell’omonima cosca e padre di Luigi, detto Gigino, che dei figli pare sia l’unico in grado di portare avanti una simile eredità ‘ndranghetista.

Pare non ci sia altro sulla questione, a parte lo sconcerto in paese, nessun ufficio sa dare notizie in merito, e il due volte sindaco Alfredo Lucchesi, raggiunto telefonicamente, si limita a dire che romperà il silenzio mantenuto in questi giorni con un comunicato che il suo ufficio stampa divulgherà a breve.

Abbiamo fiducia nelle istituzioni e lasciamo che facciano in tranquillità le loro indagini, anche perché non abbiamo niente da temere. Sarà più o meno questo ciò che si leggerà nella nota pubblica, come da copione, per respingere dubbi e illazioni che ora sconvolgono il piccolo centro dell’entroterra calabrese, di cui, fino a quattro giorni fa, al di fuori dei confini regionali in molti ne ignoravano l’esistenza.

E sarà certamente così. Il sindaco, persona perbene molto stimata nella zona, non ha nulla da temere, e  i criteri per la scelta dei nomi nelle sue liste elettorali saranno stati unicamente competenze e onestà. Così come avrà fatto il suo avversario politico.

Eppure, chissà perché, quando esce fuori una notizia del genere, sembra a che tutti, improvvisamente, venga in mente qualcosa che evidentemente avevano dimenticato. Stando ad alcune indiscrezioni, riferito soltanto ora e ancora da verificare, nel periodo che ha preceduto le ultime elezioni comunali della cittadina, si vociferava di forzature, di malumori e addirittura di qualche piccolo scandalo, subito messo a tacere, legato all’abbandono della candidatura, quanto meno paventata, da parte di alcune persone che avrebbero subito pressioni e addirittura minacce per lasciare libero il posto a “qualcun altro”.

Ad ogni modo, subito dopo l’inchiesta Plinius che portò allo scioglimento del consiglio comunale di Scalea, Palmiro Manco, consigliere di opposizione e autore di numerose denunce, in’intervista spiegò a chiare lettere che il caso non era certamente isolato nei Comuni dell’alto Tirreno.

L’ipotesi è avallata dal fatto che il boss Franco Muto, dopo un breve periodo di declino, con la prepotente crisi economica che negli ultimi anni ha investito gran parte della popolazione, pare aver ritrovato accoglienza e consenso un po’ dappertutto. Dentro e fuori gli uffici. Ma negli uffici un po’ di più. Speriamo solo non siano anche quelli del Comune di Santa Domencia Talao.