Trecchna | Zia Fifina ancora fuori casa, il sindaco Iannotti fa spallucce esonerandosi da ogni responsabilità

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Trecchna | Zia Fifina ancora fuori casa, il sindaco Iannotti fa spallucce esonerandosi da ogni responsabilità

(Nella foto, zia Fifina)
Pubblicato su La Spiapress
Cosa ne è rimasto dell’umanità? Perché, ovunque, i soldi sono al di sopra di ogni cosa e quel pizzico di potere sufficiente a stringere tra le mani la vita delle persone, ci fa sentire talvolta onnipotenti?
Zia Fifina ha perso le speranze di rientrare a casa sua dopo 18 anni che prima il terremoto e poi lo Stato l’hanno tenuta lontana. Zia Fifina ha 92 anni, è stanca e ha una salute precaria, non ha forse più neanche le forze di combattere dopo aver urlato il suo dolore in ogni modo e con ogni mezzo.
Zia Finina non ci entrerà in casa sua forse perché l’uomo non ha gli stessi sentimenti delle bestie e, a differenza di queste, antepone i propri interessi personali a tutti il resto. Zia Fifina in casa sua non ci torna perché lo Stato non è più un’istituzione che tutela i cittadini, ma un sistema economico consolidato che ruota tutto intorno a corruzione, appalti e appaltatori (clicca qui e qui per leggere la sua storia).
Serafina ha il sacrosanto diritto, di rientrare tra le mura di quella casa che ha pagato fino all’ultimo centesimo dopo una vita di sacrifici, ma non può, e quel che è peggio è che il motivo non è ancora chiaro.
Chiediamo lumi al sindaco di Trecchina (PZ), Ludovico Iannotti, che ci ospita con garbo nel suo ufficio ma liquida la questione dicendo che «saranno beghe interne personali e forse non tutti hanno pagato». Sottolineando che non conosciamo forse bene né la vicenda, né le leggi.
A noi risulta invece che tutti avrebbero pagato, che la consegna dei lavori era stata prevista per il luglio scorso, che la ditta appaltatrice ha anche dichiarato di averli conclusi ma che non ha ancora consegnato le chiavi. Ci risulta che la stessa ditta avrebbe numerosi cantieri aperti per conto del Comune e che in almeno un altro condominio ci sarebbe una causa in corso per disguidi simili. Ci risulta, inoltre, che il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza per la palazzina della signora Ferraro sarebbe un parente del titolare della ditta.
Sappiamo ancora che due appartamenti sarebbero stati inseriti nella voce “ristrutturazione” a tre anni dall’apertura del cantiere, e chissà che gli intestatari non siano parenti di qualche dipendente comunale, e che proprio il calcolo strutturale di questi starebbe ritardando l’approvazione della relazione di assestamento finale.
Ad ogni modo, dall’ufficio tecnico continuano a sostenere che il Comune è in regola, che la cifra per l’ultimo stato di avanzamento non è oggetto di alcuna richiesta da parte della ditta. Iannotti rincara la dose dicendo che ha già mandato una lettera alle famiglie coinvolte dalla vicenda avvisandole che a breve i fondi statali, se non verranno impiegati, dovranno tornare indietro. Pure. Quindi soldi pubblici e beghe private, pertanto il sindaco avrebbe le mani legate: «La chiami lei la ditta, e chieda. Io non posso fare nulla.». La burocrazia è solerte solo in caso di assegnazioni. Di lavori, di case, di compiti. Ma è così ovunque.
L’unica cosa che possono dirci è che la relazione di assestamento finale non è stata approvata perché ci sarebbe stata, di nuovo, una variazione di alcuni lavori effettuati su richiesta dei condomini. Ma anche questa sembrerebbe una notizia errata, perché all’amministratore di condominio risulta invece essere stato tutto approvato.
Nelle ore in cui scriviamo ancora una volta sulla vicenda, ci giunge la notizia che i calcoli strutturali mancanti sarebbero finalmente stati consegnati sulla scrivania dell’ufficio tecnico e, a questo punto, la consegna delle chiavi potrebbe essere imminente.
Potrebbe, appunto. Ma chissà che cosa racconteranno domani a zia Fifina per tenerla ancora fuori dalle mura di casa sua in nome di chissà quale dio.