ALTO TIRRENO / Consiglio regionale, approvato il documento dei sindaci, ma la sanità rimane cosa loro

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ALTO TIRRENO / Consiglio regionale, approvato il documento dei sindaci, ma la sanità rimane cosa loro

(Nella foto: Fausto Orsomarso e Gianfranco Scarpelli prima dell’apertura dei lavori in aula)

Pubblicato su La Spia Press

Li avevamo lasciati indignati per il l’ultimo decreto firmato dal Commissario Scura e al tempo stesso agguerriti per la difesa del diritto alla sanità, ma ieri i sindaci dell’alto Tirreno ce li siamo ritrovati in silenzio sugli “spalti” della tribuna consiliare regionale per assistere all’ennesima, rivoltante guerra di potere che si combatte sulla pelle dei cittadini.

Alla trasferta reggina, organizzata e offerta dalle amministrazioni comunali, hanno aderito una cinquantina di persone, non di più. A dimostrazione che, anche non dovendo mettere le mani in tasca, la gente non si scomoda per difendere i propri diritti, anche se poi sul web sa come insegnare tutto a tutti.

Nella seduta di ieri, posticipata di una settimana e casualmente seguita di sole 24 ore al vertice regionale organizzato per ottimizzare la gestione della spesa delle cliniche private accreditate, si è discusso delle proposte avanzate nei giorni scorsi dai primi cittadini ed elencate in documento posto al vaglio del Consiglio regionale.

Il Presidente Oliverio ha aperto i lavori intorno alle tre e mezza del pomeriggio di fronte a un esiguo numero di consiglieri. Tra i presenti  c’era anche il consigliere Giuseppe Aieta (PD), fermo sostenitore della battaglia dei sindaci altotirrenici, che, con il suo accorato appello alla politica, ha fatto tremare i banchi della sala consiliare. Peccato che di belle parole, negli anni, ne siano state fatte già abbastanza e siano risultate tutte perfettamente inutili.

Il dibattito è andato avanti per sei lunghe ore e si è concluso con la votazione del documento in cui si chiede, principalmente, la rinegoziazione del piano di rientro, il sollevamento dall’incarico dell’ingegner Mario Scura e la fine del commissariamento alla sanità. Che non risolverebbe affatto la situazione, ma sposterebbe soltanto il fulcro del potere nelle mani di Oliverio. E la passata gestione di Peppe Scopelliti, in doppia veste di Presidente di Regione e Commissario ad Acta, lo ha ampiamente dimostrato.

Alla fine, comunque, la proposta dei sindaci è passata. Hanno votato a favore il Partito Democratico e Forza Italia, contrari, invece, Casa delle Libertà e Gruppo Misto, nel quale milita anche Fausto Orsomarso. Tenete a mente questo nome.

Ma l’astensione, forse, rende chiara l’intera vicenda, una volta di più. Chi non si è espresso in merito è il Nuovo Centro Destra del vice presidente del Consiglio regionale, Pino Gentile, che ieri non era in aula. Com’era forse prevedibile.

Pino Gentile, infatti, insieme a suo fratello Tonino (Ncd), è l’uomo che viene spesso indicato dalla stampa come il capo indiscusso della sanità cosentina. Non cadrebbe foglia che un Gentile non voglia. E Mario Scura e Andrea Urbani, rispettivamente Commissario e sub Commissario alla sanità, sarebbero stati imposti dal sottosegretario calabrese alla Ministra Lorenzin (Ncd). La donna, soltanto dieci giorni fa, aveva nominato Andrea Gentile, figlio di Tonino, nel Cda dell’Istituto dei Tumori di Milano, provocando un vero e proprio terremoto mediatico, che però, come al solito, non ha fatto arretrare la famiglia Gentile nemmeno di un millimetro.

Pino Gentile non si è nemmeno presentato  in aula. Eppure, i soliti beninformati, sarebbero pronti a giurare che il leader cosentino si aggirasse in incognito nelle stanze di Palazzo Campanella. Al bar del Consiglio regionale, c’erano infatti Francesco Fabiano, stretto collaboratore, e Giuseppe Esposito, detto Pino, suo storico autista.

Seduto a un tavolo, c’era anche Gianfranco Scarpelli, ex direttore generale dell’Asp di Cosenza, ritenuto l’uomo di punta dei fratelli Gentile, più volte catapultato al centro dei presunti scandali che hanno travolto i due politici cosentini. In principio fu un’intercettazione telefonica tra il medico e il senatore (pubblicata da Il Corriere della Calabria, ndr) in cui si parlava di assunzioni nella sanità, poi fu la volta della notizia dell’indagine, successivamente archiviata, per l’incarico affidato dall’allora Direttore Generale ad Andrea Gentile, ed, infine, l’emittente televisiva La7 mandò in onda un’inchiesta in cui si evidenziarono lo stretto legame tra i Gentile e Scarpelli, sottolineandone dubbi e sospetti.

Ma cosa ci faceva l’ex Direttore Generale nei locali della sede del consiglio regionale nel giorno in cui si discuteva di sanità alto tirrenica? Questo non è dato saperlo, ma, quel che è certo, è che poco prima dell’inizio dei lavori si intratteneva al tavolo, in un clima piuttosto disteso, con Fausto Orsomarso. Proprio uno di quei consiglieri che hanno votato contro l’approvazione del documento.