Cure oncologiche personalizzate, uno degli autori della nuova scoperta è il tortorese Francesco Iorio

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Pubblicato su La Spia Press

Laurea in Informatica conseguita all’Università di Salerno e diverse esperienze lavorative in Italia, Francesco Iorio, 38enne originario di Tortora (Cs), oltre 5 anni fa, ha lasciato la sua terra natìa per stabilirsi a Cambridge, dopo essere giunto nel Regno Unito per un dottorato sulla biotecnologia. Da allora non ha mai smesso di fare incetta di premi e di importanti scoperte, diventando ricercatore di punta presso l’European Bioinformatics Institute (EMBL-EBI)  e il Wellcome Trust Sanger Institut.

Facebook Francesco iorio

Alcuni anni fa, presentò un personalissimo progetto in ambito biotecnologico che nel 2011 gli valse il prestigioso riconoscimento “Eduardo R. Caianello”, durante la sua XII edizione, per “la migliore tesi italiana di dottorato di ricerca nell’ambito delle reti neurali e computational intelligence”, mentre l’anno scorso un suo studio sulla farmacogenomica venne pubblicato dalla rivista Nature, tra le più importanti riviste scientifiche al mondo. Stavolta, invece, la sua scoperta, compiuta insieme a un’equipe di ricercatori, è stata pubblicata da Cell, la più autorevole rivista biologia molecolare, e ripresa sulle pagine di quotidiani come El Pais e The Guardian.

Ma qual è, dunque, questa scoperta che apre le frontiere per le cure dei malati oncologici? Difficile spiegarlo usando i termini tecnici, perché risulterebbe incomprensibile, quindi, dovendolo spiegare in maniera molto semplice, diremo che «anni di ricerca hanno dimostrato che le linee cellulari di cancro, seppur parzialmente, mantengono le caratteristiche genetiche dei pazienti, e possono essere quindi usate per investigare nuove terapie. Grazie a questo tipo di studi, in futuro i malati di cancro potranno ricevere delle cure decise in base alla caratteristiche genomiche del loro tumore, secondo il principio della ‘medicina personalizzata’», ci ha spiegato lo stesso autore.

La notizia ha enormemente inorgoglito la città di Tortora, che ha reagito con parole di encomio e soddisfazione per quel figlio costretto a vivere a migliaia di chilometri di distanza dalla sua terra, che, di gente come lui, ne avrebbe tanto bisogno.

Francesco invece, con la stessa umiltà di quando era ancora solo uno studente ribelle, pieno di sogni e dalla lunga chioma, ha commentato così dal suo profilo facebook: “Di solito non promuovo la mia produzione scientifica su facebook, ma credo che questa sia una risorsa utile che avrei postato comunque… ok ok… dai anche un po’ per farmi bello con i miei amici. Ci sono voluti solo 5 anni (!!) ma alla fine ce l’abbiamo fatta, ne parla pure il Guardian…”

Per la gioia di mamma Amelia e papà Biagio, che lo hanno sempre sostenuto, con ogni mezzo e senza indugi.