Da San Pio alla mistica Scopelliti, passando per Natuzza, come ottenere soldi, successo e potere invocando il nome di Dio

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Da San Pio alla mistica Scopelliti, passando per Natuzza, come ottenere soldi, successo e potere invocando il nome di Dio

Pubblicato su La Spia Press

Ognuno creda ciò che vuole. Ai miracoli, alle veggenti, alle stigmate, al carisma dei prescelti e alla loro buona fede. Chi ci crede bene, chi non ci crede non toglie nulla a chi lo fa. Ogni uomo è libero di avere le convinzioni che gli pare. La Fede è quanto di più intimo possa provare un uomo, richiede costanza e coraggio, soprattutto per fidarsi e “sentire” qualcuno o qualcosa che non ha mai visto. Però la Fede ne ha salvati tanti, molti raccontano di aver trovato la retta via solo dopo aver incontrato Dio, quasi sempre per caso, altri raccontano di essere rimasti aggrappati alla vita grazie alla Fede. Questo è un dato di fatto che nessuno scetticismo può confutare.

Il compito del giornalismo, oltretutto, non è quello di giudicare né emettere sentenze, ma solo quello di raccontare verità, tanto meglio se nascoste. Pertanto, argomentare sull’esistenza di Dio o la veridicità dei miracoli, non è la finalità di questo articolo, bensì raccontare la strumentalizzazione che ne viene fatta.

San Pio, al secolo Francesco Forgione, è stata la figura spirituale italiana che, forse più di tutte, è stata trasformata in una macchina da soldi, prima ancora di diventare santo il 16 giugno del 2002, grazie a Papa Giovanni Paolo II.

Come avvenuto per Lourdes, Fatima e in tempi più recenti Medjugorje, subito dopo la morte del frate cappuccino, avvenuta nel 1968, San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, è diventato il centro di un business milionario incentrato sulla figura e le capacità spirituali del santo. Il miracolo economico più grande è certamente quello compiuto per la costruzione del nuovo santuario, per il quale sono occorsi oltre 36 milioni di euro, compresi i 10 kg d’oro utilizzati per la cripta, e la prestigiosa firma di Renzo Piano, l’architetto italiano di fama internazionale che, stando a quanto riferiscono numerosi colleghi, avrebbe disegnato più un santuario massonico che cristiano (altare a cono rovesciato, croce di bronzo senza crocefisso), a cominciare dalla piantina della chiesa che ha forma non di croce ma di spirale, simbolo di chiara matrice massonica. E poi giù con i libri, tutti a raccontarne vita, morte e miracoli, fondazioni e gadget di ogni genere, alcuni dei quali conterebbero un pezzo di stoffa del saio indossato in vita dal frate. Storia che non regge più a quasi cinquant’anni dalla morte e chissà quanti milioni e milioni di santini venduti. In particolare, l’associazione Una voce per Padre Pio onlus, ottiene da anni il supporto della Rai per la raccolta fondi da destinare a “persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari, dei portatori di handicap, degli anziani e dei malati in stato di indigenza”. Principalmente, i volontari operano nei Paesi del Terzo Mondo perché San Pio sarebbe apparso lì più volte dicendo che Dio gli ha affidato tutta l’Africa, ma quei posti in particolar modo. Così è scritto sulla home del sito ufficiale.

Altra regione, la Calabria, stesso copione. Con Natuzza Evolo, mistica allergica alle interviste on concordate, morta nel 2009 all’età di 85 anni, il business religioso manda all’aria tutte le stime al ribasso della grave crisi economica che ha investito ogni settore. Anche a Paravati, frazione della cittadina vibonese di Mileto, la casa della mistica è un andirivieni continuo di pellegrini in cerca di conforto e miracoli. Anche qui nasce una fondazione, e anche qui servono soldi per mettere in piedi un santuario mariano, attualmente in costruzione. Anche qui libri e santini piovono a dirotto. Anche qui l’asticella dell’economia punta verso l’alto.

Ma siccome siamo in Calabria, terra piegata dai favoritismi e corruzione, parte della famiglia di Natuzza, diminutivo di Fortunata, lavora tra le mura dei Palazzi della Regione. Un vero e proprio miracolo direbbero i più, considerato che mamma Natuzza era analfabeta, predicava povertà e umiltà, mentre invece figlia e nipote, evidentemente più materialisti della famosa parente, vestono i panni di dirigenti in uno degli Enti più corrotti e inclini al malaffare, come rivela il sito Iacchité in questo articolo.

Angela Nicolace, una dei cinque figli avuti dalla mistica, dirige il Dipartimento Tutela della salute e Politiche Sanitarie ed è prossima al pensionamento. Suo figlio, a sua volta, dirige il Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria. Ma come svela ancora Iacchité, Fortunato Varone, forse complice l’omonimia con la nonna dai poteri straordinari, con il Decreto del PGR n. 138 del 4 dicembre 2015 è stato nominato anche Commissario Straordinario di Azienda Calabria Lavoro e della fondazione FIELD. Una carriera miracolosa, al di là di ogni possibile riferimento con le origini familiari del giovane.

In tempi più recenti, anche qui complice l’omonimia, ci ha provato, sempre in Calabria, Teresa Scopelliti ad avviare l’ennesimo business legato al nome di Dio. Dice che a Quarantano, frazione di Oppido Mamertina (cittadina del Reggino balzata alle cronache nazionali nel luglio 2014 per la famigerata sosta della processione sotto casa del boss Peppe Mazzagatti) ogni 13 del mese le appare la Madonna. Così, truccata e ben vestita, comincia a rilasciare interviste spesso e volentieri, e a Oppido Mamertina i vigili sono costretti a chiudere le strade per contenere i fedeli che si apprestano ad assistere alla presunta apparizione. Al suo fianco compare una donna, proprietaria di un atelier dove pare siano stati dirottati numerosi pellegrini, che la sostiene e conferma le visioni celesti, almeno fino a quando le due si scontrano sull’organizzazione di interviste e presenze tv. Da quel momento l’assistente se va in giro a screditare la mistica e ad accusarla di aver probabilmente inventato un sacco di frottole. Contemporaneamente, un oppidese rilascia un’intervista in cui dà la spiegazione scientifica sul fenomeno del “sole rosa”, che sarebbe da imputare alla reazione ai raggi del sole di alcuni sali minerali presenti nelle miniere della zona.

Troppo tardi. Teresa Scopelliti è già venerata come una star e ogni trenta giorni le bancarelle riempono le strade della contrada per soddisfare i fabbisogni e i gusti dei curiosi accorsi per ascoltare il messaggio della Madonna.

Ai post(eri) l’ardua sentenza.