Scempio senza fine al Capt di Praia a Mare (Cs), Cup fuori servizio da almeno 15 giorni

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Scempio senza fine al Capt di Praia a Mare (Cs), Cup fuori servizio da almeno 15 giorni

Pubblicato su LA SPIA PRESS

Un ammasso di cemento utilizzato per passerelle politiche, campagne elettorali, favori personali e null’altro. Questo è diventato l’ex ospedale civile di Praia a Mare (Cs), che dall’aprile 2012 risulta essere riconvertito in Casa della Salute, ma solo sulle carte. La struttura, infatti, non è stata mai effettivamente potenziata con gli strumenti assegnati dalla riorganizzazione sanitaria. Ad oggi, ad esempio, non è mai stata consegnata la risonanza magnetica di ultima generazione, nonostante gli annunci clamorosi, e la pista per l’elisoccorso non è stata mai illuminata, rendendo di fatto impossibile il trasporto notturno o in condizioni meteoreologiche avverse.

Ma, ogni ventiquattro ore, puntualmente, spunta un nuovo paladino che promette miracoli. Ogni volta è la volta buona, pur avendo coscienza, ognuno, che è solo l’ennesima, mortificante presa in giro.

Il disegno sembrerebbe chiaro sin dall’inizio, come espressamente ribadito in più occasioni dalla stampa: il presidio sanitario praiese servirebbe solo a spostare il flusso di utenza in altre strutture riducendo all’osso le prestazioni ambulatoriali, e magari, chissà, dimostrare che chiudere definitivamente la struttura sarebbe molto meglio per tutti. Un taglio netto, insomma, altro che risparmio. E la recente inchiesta della DDA, secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, pare avallare tale ipotesi relegando potere politico ed economico a una nota clinica privata della costa tirrenica che, guarda caso, si frappone geograficamente tra l’ex presidio ospedaliero di confine e il primo pubblico cosentino, ovvero, l’ospedale Iannelli di Cetraro.

Ma questo lento e presunto processo di autodistruzione, ha origine remote. Nel corso degli anni le denunce non si contano più, lì dentro, assicurano i cittadini, succedono fatti strani. Saltano le linee intranet di continuo, va fuori uso un macchinario, a turno, sempre, tutti i giorni, e si rimandano le visite senza preavviso. In questo il reparto di radiologia ha scritto la storia, per usare un eufenismo. Tra il silenzio generale dei paladini che promettono mari e monti e le istituzioni che promettono giustizia. Si arriva al punto che, lo scorso maggio, il direttore UOC Radiodiagnostica dello Spoke Cetraro – Paola, il dottor Antonio Lopez, ordina l’interruzione delle prestazioni di radiologia, riducendole drasticamente, con una comunicazione ufficiale. Solo l’intervento di alcuni dirigenti, qualche ora più tardi, costringerà Lopez a rivedere le sue decisioni, “ammorbidendo” (di poco) gli ordini (leggi l’articolo). Il tutto relativo al periodo compreso tra il 1° di luglio e il 31 di agosto, quando la sola cittadina di Praia a Mare, passa dai consueti seimila abitanti a quasi centomila o giù di lì.

Ma negli ultimi tempi, e precisamente dal marzo scorso, nel plesso sanitario succede sempre più spesso che il servizio del Cup, il centro unico per le prenotazioni, venga meno (leggi l’articolo), costringendo i pazienti a rivolgersi alle farmacie e a sborsare due euro a prenotazione, o a rivolgersi, guarda un po’, ad altre strutture della costa, visto e considerato che la prenotazione on line consentita sul sito ufficiale dell’Asp risulta ancora per molti una prassi poco in voga.

Ad ogni modo, secondo quanto riferito dalle numerose testimonianze, il Cup sarebbe fuori servizio dall’8 di agosto, perché, come abbiamo avuto modo di verificare, l’unica impiegata starebbe sostituendo il collega della postazione di Diamante. Ed effettivamente ieri mattina l’ufficio Cup dell’ex ospedale si presentava nuovamente con le tendine abbassate. A fare da cornice a una struttura sempre più simile al deserto del Sahara che a un poliambulatorio sanitario di un un centro turistico della Calabria. Con buona pace di paladini e istituzioni. E ancora tanta, tanta omertà.