Provincia di Cosenza | La denuncia di Di Natale: 'Con Occhiuto spese pazze e al limite del lecito'. Ecco quelle contestate

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(Nella foto, Mario Occhiuto. Fonte foto: Qui Cosenza)
Gli anni della gestione di Mario Occhiuto alla Provincia di Cosenza dovranno passare al vaglio dei giudici della Corte dei Conti. A sollevare il polverone è stato il successore Graziano Di Natale, attualmente a capo dell’ente in veste di presidente facente funzioni, che in un comunicato di qualche giorno fa ha dichiarato di aver raccolto una fitta documentazione. A suo dire, si evincerebbero spese pazze e al limite del lecito.
Sul contenuto della carte, è dunque caccia aperta. Secondo quanto trapelato la spesa maggiore riguarderebbe gli stipendi dei numerosi contrattualizzati esterni, che in due anni avrebbero portato all’esborso di una cifra che si attesta a 1.890.000,00 euro circa. Si tratterebbe di decine e decine di incarichi affidati a professionisti di ogni genere che avrebbero fatto lievitare a dismisura il bilancio provinciale.
Tra le spese contestate all’attuale sindaco di Cosenza, ci sarebbero anche una serie di elargizioni ad alcune associazioni del posto che, oltretutto, sarebbero in netto contrasto con quanto sancito dalla legge 56/2014, la quale vieterebbe espressamente di impegnare fondi a favore di consorzi o comitati.
Ancora, nell’elenco comparirebbero: il progetto “Uomo, animale e ambiente”, ovvero un cofinanziamento di 10mila euro a favore del Comune di Cosenza per la promozione di un corretto rapporto tra uomo, animale e ambiente; la pubblicazione di 1000 copie sui fondali dei mari Tirreno e Ionio al costo di oltre 36mila euro; la creazione di un sito internet a seguito di un’analisi territoriale finalizzata allo sviluppo turistico delle bellezze ambientali, naturalistiche, culturali, enogastronomiche e delle tradizioni che sarebbe costati oltre 38mila euro.
Nell’ottobre del 2015, inoltre, sarebbe stato approvato un impegno di spesa di 43.310,00 euro, liquidato in parte (20.984,00 euro) nel luglio successivo, per la realizzazione di un diorama intitolato “Foce del Crati”, una sorta di plastico alla Bruno Vespa che riproduce l’habitat naturale del fiume Crati, a cui avrebbe lavorato il Centro Studi del Pollino “Il Nibbio” con sede a Morano Calabro. L’opera è stata collocata all’interno della struttura anfiteatro di Villa Vecchia a Cosenza. E se il costo della determina non bastasse, a sollevare ulteriori polemiche ci ha pensato un articolo pubblicato qualche giorno fa sul sito della città di Cosenza, in cui si dichiarerebbe erroneamente che la realizzazione è avvenuta grazie alla collaborazione tra il centro di studi e l’amministrazione comunale cosentina. Ma i fatti dicono che in questi giorni “Il Nibbio” ha fatto pervenire la richiesta del saldo di pagamento del diorama, che ammonterebbe a 22.326,00 euro, presso gli uffici del settore ambiente e demanio della Provincia di Cosenza.
Del tutto sconosciute invece, al momento, le spese effettuate con la carta di credito in uno al presidente Occhiuto durante i due anni del suo mandato e che l’attuale dirigenza avrebbe deciso di non utilizzare per provare a contenere le spese dell’ente.