Caso revoca 118 a Diamante, dopo Dalila Nesci interviene anche il Tribunale per i Diritti del Malato

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Caso revoca 118 a Diamante, dopo Dalila Nesci interviene anche il Tribunale per i Diritti del Malato

(Fonte foto: dal web)
Pubblicato su Cronache delle Calabrie
Il grido d’aiuto lanciato nei giorni scorsi dalla deputata calabrese Dalila Nesci, ha scaturito la reazione del Tribunale per i diritti del Malato dell’alto Tirreno cosentino. «L’intervento dell’on. Nesci  – si legge in una nota -, è stato un atto dovuto se si considera l’assenza delle istituzioni su un argomento tanto dibattuto e altrettanto delicato come quello dell’emergenza-urgenza 118 e della sua organizzazione».
Una condizione assurda, denuncia il responsabile, soprattutto in considerazione del fatto che associazioni come la Congregazione della Misericordia di Diamante, a cui è stato revocato il servizio del 118 nel novembre scorso (clicca qui per leggere l’articolo), sono fondamentali per colmare le lacune della sanità pubblica sulla costa tirrenica. In precedenza lo aveva ribadito più volte la stessa Asp, che per lungo tempo ha sottolineato l’efficienza della postazione di Diamante, soprattutto dopo lo smantellamento della rete emergenza/urgenza come conseguenza della chiusura dell’ex ospedale civile di Praia a Mare, dall’aprile 2012 riconvertito in centro di assistenza primaria territoriale. Pertanto, l’augurio del Tdm è che di direttore generale dell’Asp cosentina rompa il silenzio fin qui mantenuto e prenda seri provvedimenti.
L’allarme era scattato un settimana fa, quando Domenico Oliva, componente della Congregazione della Misericordia, sui social aveva denunciato almeno due episodi di ritardi nei soccorsi accaduti nel giro di poche ore. Così, i partecipanti del circolo “Amici di Beppe Grillo”, durante il consueto meet-up avevano inoltrato i dettagli della vicenda alla deputata penta stellata, che era prontamente intervenuta sulla questione, scrivendo al commissario ad acta Massimo Scura ed al sub commissario Andrea Urbani, al direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, al presidente della Regione Mario Oliverio e al direttore generale dell’ente Riccardo Fatarella. L’invito era quello di «provvedere, per quanto di competenza, al fine di garantire con tempestività il soccorso avanzato in questione, previsto dalla normativa vigente», non senza aver sottolineato l’inspiegabile immobilismo che ha caratterizzato il caso.
«Ritengo doveroso che l’Asp di Cosenza garantisca questo prezioso ausilio del 118 – aveva precisato la Nesci -, in un territorio importante e già gravato da obiettive difficoltà. I cittadini dell’alto Tirreno cosentino non possono essere considerati di seconda serie, per cui è ora che tutte le istituzioni si attivino in proposito e non perdano altro tempo».

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