Praia a Mare (Cs) | Battuta di pesca finisce in tragedia: perde la vita il 19enne Renzo Cetraro

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Praia a Mare (Cs) | Battuta di pesca finisce in tragedia: perde la vita il 19enne Renzo Cetraro

(Fonte foto: dal web)
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Pubblicato su Cronache delle Calabrie
Renzo Cetraro non c’è più. Insieme a lui se ne sono andati la serenità della sua famiglia e i sogni di quando hai solo 19 anni, di quando ti sembra tutto ancora possibile e realizzabile. Quando ancora non sai che devi sempre fare i conti con la sorte beffarda, nascosta dietro quell’angolo di vita che separa la felicità dall’incoscienza.
Le speranze si sono spezzate quando, stremato dalla fatica e probabilmente in ipotermia, si è addormentato per sempre a 5 miglia dalla costa di Maratea, dove qualche ora prima era giunto da Praia a Mare per una battuta di pesca insieme all’amico Giuseppe Amendolara. Per lui, 29 anni, tortorese, proprietario di un grosso materassificio della zona e padre di due bimbi avuti dalla sua giovane moglie, il destino invece ha deciso che non era ancora giunta l’ora di andarsene. Così, dopo un’intera notte immerso nell’acqua gelida, è stato trovato in stato di shock, ma vivo, aggrappato alla barchetta capovolta lunga appena 4 metri, vicino a un isolotto in località Santoianni. Seppure è in stato confusionale, parla, cammina con le sue gambe verso l’ambulanza che dal porto di Maratea lo condurrà dritto verso il nosocomio di Lagonegro. Lì viene prima stabilizzato e poi sentito dalle forze dell’ordine con l’intento di reperire notizie utili per ritrovare l’amico. E’ lui che racconta dell’onda che li ha sorpresi alle spalle e catapultati improvvisamente in mare.
L’allarme era scattato intorno alle 23 di lunedì 13 marzo. I famigliari, non vedendoli rincasare, hanno subito temuto che il repentino cambio delle condizioni metereologiche avesse impedito loro di tornare a riva. La richiesta d’aiuto era stata affidata agli uomini della Guardia Costiera di Maratea, i quali hanno immediatamente attivato le ricerche in modo capillare fino a Cetraro, avvalendosi, con il sorgere del sole, anche dell’intervento degli elicotteri che hanno sorvolato la zona in lungo e in largo.
Mano a mano che la notizia si diffondeva, in alcuni punti cruciali della costa si sono radunati numerosi volontari in cerca di un indizio, un segnale, che potesse condurre dritto ai ragazzi. E’ stato proprio uno di loro a notare la minuscola imbarcazione arenata vicino allo scoglio e a consentire le operazioni di salvataggio per Giuseppe Amendolara, proprio quando ormai le speranze di ritrovarli vivi si andavano via via affievolendo. Per Renzo, invece, le cose sono andate diversamente.
Intorno all’ora di pranzo, quasi come un presagio, i soccorritori rinvengono il mezzo al mare il suo giubbotto di salvataggio. Brutto segno. Pochi chilometri più in là, viene ritrovato il corpo ormai privo di vita. L’orologio segna le 14:40, ma la notizia si diffonde sui social solo qualche tempo dopo.
Intorno alle 5 del pomeriggio la comunità di Praia a Mare apprende della morte del giovane e sprofonda nello sconforto. La rabbia e la disperazione per quell’ennesimo figlio inghiottito per sempre dalle acque è incontenibile. Ma ora è solo tempo di pregare e provare a metabolizzare il dolore.