Provincia di Cosenza | Franco Iacucci, il grande bluff e i soliti intrecci del Pd – Prima parte

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Provincia di Cosenza | Franco Iacucci, il grande bluff e i soliti intrecci del Pd - Prima parte

Le Province sono state abolite, ci hanno detto per mesi, ma in realtà l’unica cosa che hanno abolito è il diritto di votarne i rappresentanti. Ora si votano tra di loro (esprimono le preferenze solo sindaci e consiglieri comunali) con un punteggio ponderato che lede ogni più elementare principio di democrazia e che rimette in mano il potere ai soli noti. Occorrono infatti più di dieci consiglieri di un paesino come Aieta, collocato nella fascia dei Comuni con meno di tremila abitanti, per raggiungere il voto di un unico consigliere comunale della città di Cosenza. La preferenza di un consigliere comunale di Aieta vale 22, quello di Cosenza 236. In pratica, chi riesce a farsi votare nei grossi comuni, tipo Cosenza, Rossano, Corigliano, facendosi preferire anche solo da 5 consiglieri (1180 voti) passa avanti a chi magari ha convinto 53 sindaci e consiglieri (1166 voti) dei vari paesini dell’entroterra. Insomma, più grossi sono gli interessi, più vanno tutelati. Quindi è stato fatto in modo che se si candida un consigliere comunale di Cosenza avrà, nei fatti, possibilità dieci volte maggiori di essere eletto rispetto a un amministratore di un paesino con pochi abitanti.
Per questo la seconda elezione provinciale avvenuta dopo l’abolizione-farsa dell’ente, più che da una campagna elettorale è stata preceduta da una sorte di guerriglia interna ai partiti delle due fazioni principali, il Pd calabrese e una vasta area della destra.
La destra, è stata furba. Trovandosi innanzi a una competizione difficile che ne avrebbe decretato sicuramente la sconfitta, i vertici hanno escluso dalla competizione tutti i big candidando a presidente il giovanissimo sindaco di Orsomarso, Antonio De Caprio, facendola sembrare una elevata dimostrazione di fiducia nei suoi confronti. In realtà, come qualcuno aveva anche profetizzato nei giorni precedenti, la sua posizione è stata bruciata dalle irregolarità riscontrate nell’elenco delle firme apposte, appena sopra la sufficienza, per la sottoscrizione della candidatura. Come ad esempio una firma ripetuta due volte, forse per sbadataggine. Invece per la lista dei consiglieri di destra è filato tutto liscio. Nessuna distrazione.
Il Pd, invece, è stato ancora più furbo, colpendo non si è capito quanti piccioni con una fava sola. Da tempo negli ambienti circolava la voce che Franco Iacucci, una vita al fianco di Mario Oliverio, doveva essere “fatto fuori” dagli uffici dalla Regione Calabria, dove lo aveva seguito dopo le elezioni regionali del novembre 2014. Rumors parlano di una rottura netta con il Presidente Oliverio. Ma in politica, come nella Chiesa, per “punire” le persone o togliersele davanti, si usa promuoverle. E quale migliore promozione che sistemarlo alla Provincia?

*leggi la seconda parte cliccando su Provincia di Cosenza | Franco Iacucci, il grande bluff e i soliti intrecci del Pd – seconda parte