Verbicaro , il consiglio comunale vuole espellere De Luca per colpa dei debiti, ma qual è la vera ragione?

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Pubblicato sul quotidiano regionale Cronache delle Calabrie
di Francesca Lagatta
Aria tesa in quel di Verbicaro, dove da giorni non si parla d’altro che delle vicende politiche che la stanno animando. Il consiglio comunale convocato per stasera dopo le 19 tra i suoi punti all’ordine del giorno annovera anche la richiesta di espulsione del consigliere di minoranza Giuseppe De Luca,  eletto con 75 voti ottenuti con la lista “Per Verbicaro”. Il motivo, ufficialmente, è da imputare ad una situazione debitoria dell’uomo causata dal mancato pagamento di tributi comunali e canoni di gestione, ma circostanze e tempistiche sono apparse sin da subito talmente assurde e paradossali che a chiunque potrebbe venir in mente che la possibile cacciata, a tre anni dalle elezioni, possa in realtà dipendere da tutt’altro.

In foto, il consigliere Giuseppe De Luca

Perché se davvero la logica fosse quella delle insolvenze, il primo a doversi dimettere sarebbe proprio il sindaco Francesco Silvestri, perché l’ente che guida proprio una settimana fa è risultato moroso per 128mila euro nei confronti della Regione Calabria per via della mala gestione per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Cosa potrebbe dunque aver fatto De Luca di così grave da meritarsi un complotto a suo danno? Le risposte forse sono da ricercarsi in un’incessante e pressante attività di opposizione, supportata da un altro consigliere di minoranza, Giuseppe Gamba, che al primo cittadino e alla sua maggioranza lascerebbero ben poco spazio di agire. I due, De Luca e Gamba, hanno recentemente guidato il sit-in contro lo smantellamento dell’isola ecologica che non era stata mai messa in funzione, creando un grave danno ambientale e occupazionale; hanno anche segnalato che i 3 fabbricati interessati da un’ordinanza di sgombero non sono ancora stati messi in sicurezza, né recintati, così come alcuni edifici del centro storico, piuttosto pericolanti. Ma le denunce ormai non si contano più. Da quelle sul malfunzionamento del depuratore, all’assegnazione di un alloggio popolare ai genitori di un consigliere di maggioranza, il clima si è andato via via infuocando. Alcune settimane fa, avevano chiesto all’ufficio tecnico delucidazioni in merito ai lavori di via Monsignor Raimondi, riconducibili alla ditta del sindaco di Maierà, e il giorno seguente i lavori sono stati fermati. I dubbi sono stati sollevati anche per i lavori effettuati nei pressi della scuola elementare di via Pietro Mancini, per cui i due attivisti di minoranza si sono rivolti persino alla Corte dei Conti e alla Procura. E poi, ancora, ci sarebbero segnalazioni per presunti sperpero di denaro per tecnici esterni e mancate autorizzazioni, e questo, a detta di molti, sarebbe diventato un problema. In tutta risposta, De Luca annuncia: «A giorni mi recherò in Procura per consegnare personalmente tutti gli esposti prodotti in questi anni». E nel frattempo aspetta ancora la convocazione del consiglio comunale in cui si sarebbero dovute chiarire le ormai note vicende relative alla Banca di Credito Cooperativo, il cui attuale presidente è omonimo e cugino del sindaco.

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