Bcc di Verbicaro, fissata la data per il rinnovo del consiglio d'amministrazione

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Pubblicato su Cronache delle Calabrie,
di Francesca Lagatta
Non che negli ultimi anni tra le mura della Banca di Credito Cooperativo di Verbicaro abbia abbondato la quiete, ma nelle ultime ore il via vai e il fermento pare essersi intensificato. Il motivo di tanto caos sarebbe da ricondurre alle imminenti elezioni per il rinnovo del consiglio d’amministrazione, fissate in prima istanza per il prossimo 24 aprile e in seconda convocazione per il 14 maggio.
La votazione, infatti, sarà la prima dopo l’uragano mediatico che ha travolto l’istituto bancario nel marzo del 2016 e come sempre sarà affidata alle volontà dei soci-elettori, che attualmente sono circa un migliaio. Questa tornata potrebbe rimescolare la carte e cambiare l’intero organigramma, anche in virtù dei noti fatti di cronaca di cui l’ente si è reso involontario protagonista negli ultimi tempi.
Nel marzo di un anno fa la stampa riportò la notizia che i militari del Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria acquisirono una fitta documentazione disponendo il sequestro degli atti relativi a più di una cinquantina di affidamenti bancari (dissequestrati solo alcune settimane più tardi). Fu così che si seppe di una indagine ancora in corso, i cui faldoni sono custoditi presso la Procura della Repubblica di Paola. Il Pm Maria Camodeca mise sotto indagine l’ex presidente della banca Giuseppe Zito, l’attuale presidente Francesco Silvestri, il sindaco del cda Nicolina Germano e l’ex consigliere Giuseppe Russo, dimessosi dall’incarico già mesi addietro, contestando loro, a vario titolo, i reati di omessa comunicazione del conflitto di interessi (2629 bis cc) nell’ambito degli interessi degli amministratori (Art. 2391 del cc) e mendacio e falso interno (Art. 137 del testo unico bancario).
Ma la banca verbicarese, che ha visto la luce il 15 novembre del 1981, sotto i riflettori ci era già finita nel maggio del 2014, quando l’allora rinnovo del cda, che vide trionfare Arturo Riccetti (decaduto il mese successivo), diede vita a una diatriba tra soci culminata in tribunale.

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