Capt di Praia a Mare | La Risonanza Magnetica arriva dopo 5 anni e negli ambienti qualcuno ipotizza che non entrerà in funzione

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Capt di Praia a Mare | La Risonanza Magnetica arriva dopo 5 anni e negli ambienti qualcuno ipotizza che non entrerà in funzione

(Fonte foto: dal web. La foto è puramente illustrativa)
Pubblicato su Cronache delle Calabrie
La potente apparecchiatura di Risonanza Magnetica Philips Achieva 1.5 Tesla consegnata qualche giorno fa presso il Capt di Praia a Mare, non solo è arrivata con cinque di ritardo da quanto stabilito per legge, ma potrebbe addirittura non entrare mai in funzione.
L’indiscrezione circola con insistenza da qualche giorno, da quando qualcuno ha fatto giustamente notare che lo strumento diagnostico, dopo il montaggio, l’installazione e il collaudo, necessiterà l’impiego di personale medico specializzato che la struttura sanitaria praiese al momento non ha e che l’Asp di Cosenza non avrebbe nessuna intenzione di inviare. E’ solo un’illazione, per il momento, ma è pur vero che a giudicare dalle vicissitudini degli ultimi anni, in campo di sanità tutto può succedere. Soprattutto l’impensabile.
A tal proposito, bisogna ricordare, una volta di più, che in Calabria la sanità è privata. Nell’ultimo decennio ogni decisione, ad ogni livello, è stata presa consapevolmente con il fine di smantellare le strutture sanitarie pubbliche per spingere gli utenti a rivolgersi a quelle dei ricchi imprenditori privati, con il tacito accordo della politica regionale.
L’ex ospedale civile di Praia a Mare ne è stata la prova inconfutabile. Presidio di frontiera, per 41 anni garanzia di rete per le emergenze e le urgenze del territorio, unico nosocomio a presentare i conti in attivo fino all’ultimo anno di attività, è stato chiuso senza pietà grazie a un piano di rientro sanitario regionale senza alcuna logica e che, dati alla mano, ha favorito invece la crescita e l’ulteriore arricchimento delle cliniche private già destinatarie di grossi flussi di denaro pubblico.
Oggi la Casa della Salute di Praia a Mare, fatta eccezione per il reparto dedicato alla terapia del dolore, è ridotto a un enorme scatolone pieno di macchinari obsoleti che funzionano poco e male. E dopo gli ultimi colpi (impuniti) inferti al laboratorio analisi, adesso alle presunte buone notizie non ci crede più nessuno.

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