‘Buonvicino Capitale’, ecco come e perché si è attivata la macchina della giustizia

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'Buonvicino Capitale', ecco come e perché si è attivata la macchina della giustizia

Se le accuse dovessero essere un giorno confermate, si tratterebbe di un clamoroso autogol calciato proprio da chi poi si sarebbe trovato indagato per la medesima vicenda. Ma andiamo con ordine per capire meglio il caso, ribattezzato dai media locali “Buonvicino Capitale” per via del titolo di una lettera di denuncia di molti mesi addietro che avrebbe squarciato un muro di omertà.

 

Lo scorso 2 dicembre, il sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Paola, la dottoressa Teresa Valeria Grieco, firma un avvivo di conclusione delle indagini preliminari avviate dalla Guardia di Finanza nel giugno precedente in merito a presunti affidamenti illegittimi dei servizi municipali di Buonvicino (Cs) in favore della Cooperativa Artemisia. Per questa vicenda risultano indagati: Giuseppe Greco, sindaco del Comune di Buonvicino dal 2009 al 2014); Francesco Biondi, vicesindaco nel medesimo periodo e poi assessore nel 2014; Ernesto Astrorino, assessore nel 2009 e vicesindaco nell’anno successivo; Ciriaco Marra, assessore dal 2004 al 2009 e poi vicesindaco nel 2012; Ciriaco Biondi, attuale sindaco eletto nel 2014; Ciriaco De Lio, vicesindaco nel 2014; Gennaro Marsiglia, oggi sindaco di Aieta (Cs) ma indagato in qualità responsabile del servizio amministrativo a Buonvicino sin dal 2004.

Il documento della Procura recita: “Nello svolgimento delle loro funzioni pubbliche, assegnavano mediante affidamento diretto alla Cooperativa sociale (di tipo b) “Artemisia” con sede in Buonvicino, lavori per servizi pubblici (servizio di raccolta RSU e differenziata/ingombranti) per un corrispettivo complessivo pari ad € 213.162,71 oltre Iva, senza ricorrere alla prescritta gara d’appalto a procedura aperta, violando quanto sancito dall’art. 125 del D.Lgs 163/2006 e ss.mm. che prevede l’obbligo della gara d’appalto per opere e servizi per un importo superiore a € 200.000,00 attraverso l’illegittimo frazionamento di detto importo con le sottoindicate delibere comunali. Inoltre, Marsiglia Gennaro, pur in presenza di un interesse proprio e/o di un prossimo congiunto, ometteva di astenersi nell’adozione/produzione di provvedimenti amministrativi inerenti all’affidamento dei suddetti servizi”. Per la cronaca, il ruolo di presidente e rappresentante legale di “Artemisia”, dal 01/06/2005 al 15/09/2014, è stato ricoperto da sua moglie Chiara Benvenuto, che successivamente ne è stata invece vicepresidente.

Chiaramente, per considerare colpevole un cittadino, nonostante un’ipotesi di reato formulata dettagliatamente da un Pm, occorrono tre gradi di giudizio e in questo caso, lo ricordiamo a tutela degli indagati, ancora non è cominciato nemmeno il processo.

Ma come ha fatto la magistratura per venire a conoscenza delle presunte malefatte, ha davvero dell’incredibile.

Tutto è cominciato, infatti, da un esposto presentato dallo stesso Marsiglia per querelare per diffamazione gli autori, ancora ignoti, di una missiva diffusa in lungo e in largo nella cittadina tirrenica in cui si annotavano le controversie della singolare vicenda. La missiva, finita poi nelle aule di tribunale, era stata firmata come Nuovi Orizzonti, il gruppo di minoranza consiliare, che però ha nettamente preso le distanze dalla lettera e dai suoi contenuti.

Contrariamente, gli inquirenti quei contenuti li hanno voluti verificare a fondo.
Eccone un piccolo stralcio: “[…] A tutt’oggi vige nel nostro Comune un monopolio incontrastato da parte della cooperativa Artemisia che, sotto gli occhi di noi buonvicinesi e con l’aiuto di politici consenzienti, è l’unica ad avvantaggiarsi delle risorse comunali grazie all’affidamento diretto dei seguenti servizi: gestione dei rifiuti, tributi, supporto all’ufficio tecnico e manutenzione area cimiteriale”.

La lettera continua poi facendo nomi e numeri su cui la magistratura, evidentemente, ha ritenuto di dover indagare con meticolosità.