Provincia di Cosenza, lo strappo insanabile tra Franco Iacucci e il consigliere Graziano di Natale

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Provincia di Cosenza, lo strappo insanabile tra Franco Iacucci e il consigliere Graziano di Natale

A destra, Gianfranco Ramundo con la fascia istituzionale della Provincia di Cosenza durante la cerimonia delle consegna delle chiavi a San Francesco, officiata ieri dal sindaco Basilio Ferrari
 
Franco Iacucci negli ambienti politici calabresi è assai noto, soprattutto per via della sua ventennale vicinanza a Mario Oliverio, al quale ha prestato il fianco sia durante la lunga permanenza alla Provincia di Cosenza, sia dopo l’elezione in Regione, dove pare sia finito l’idillio tra i due (come abbiamo raccontato qui).
Così, rispedito in patria per “promuoverlo”, è stato candidato e supportato dal Pd alla presidenza della Provincia di Cosenza, dove non ha trovato grosse difficoltà a farsi eleggere, considerato che l’unico possibile avversario proposto dal centro destra, Antonio De Caprio, è stato escluso dalla competizione grazie a delle irregolarità riscontrate nella sottoscrizione della candidatura. Cose che capitano. Ma il centro destra non deve averla presa proprio male la sua vittoria, tanto che pochi giorni dopo il neoeletto si faceva ritrarre abbracciato al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.
Lo scaltro Iacucci, quindi, non si sarebbe mai fatto mettere il bastone tra le ruote da Graziano Di Natale, consigliere anziano uscente, impossibilitato a candidarsi alla presidenza perché consigliere comunale e non sindaco, ma con una valanga di preferenze chiuse nel cassetto. Se Di Natale fosse confluito in una lista a parte, per Iacucci le cose si sarebbero messe davvero male.
E allora arriva l’accordo, a cui Ernesto Magorno e Luigi Gugliemelli hanno fatto da padrini. Di Natale aderisce alla lista, con la promessa che in caso sarà il primo eletto, com’è facilmente prevedibile, il posto alla vicepresidenza sarà suo (come abbiamo raccontato qui).
Ma Iacucci mal sopporta Di Natale, così come tanti scalpitanti dirigenti del Partito Democratico calabrese. Il rampante giovane avvocato, brillante e astuto, straordinariamente acclamato dal popolo e genero di quel gigante politico di Mario Pirillo, genera prurito ai “vecchi” compagni di partito alla sola visione.
Nelle settimane successive, in effetti, i due non hanno nessun tipo di rapporto istituzionale e anzi il presidente ha provveduto ad annullare ogni singolo atto o bando promosso dal predecessore. La delega, nonostante l’elezione sia avvenuta il 29 gennaio scorso, ad oggi non è stata ancora affidata. E probabilmente non arriverà mai.
Quello che potrebbe essere lo strappo definitivo tra i due, si è verificato proprio a Paola, dove risiede Di Natale, durante la festa più importante per la cittadina, ossia la solenne commemorazione del santo patrono.
Per la consegna delle chiavi cittadine a San Francesco, la Provincia ha individuato il suo rappresentante istituzionale in Gianfranco Ramundo, eletto tra le fila di Italia del Meridione di Orlandino Greco, e non nel consigliere provinciale paolano che per quattro mesi ha anche ricoperto la carica di presidente facente funzioni dell’ente.
Un’azione, l’hanno interpretata i beninformati, atta a screditare Di Natale agli occhi dei concittadini, considerato che in queste settimane è impegnato in una estenuante campagna elettorale per le imminenti elezioni amministrative.
Ma Di Natale, che ha mandato giù il rospo senza battere ciglio, deve aver imparato da tempo le dinamiche interne al partito e, schivando come la peste polemiche e cadute di stile, intanto prepara la presentazione della sua lista ottenendo il supporto dei vertici del Pd.